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Differenza tra grafite e carboncino

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Che differenza c’è tra matita di grafite e matita carboncino?

La scelta tra i vari medium artistici può mettere in crisi l’artista alle prime armi, e non solo lui . Sì, perché tutti i possibili accessori offrono dei vantaggi: non ci sono infatti classifiche prestabilite che dicano che i colori a olio sono meglio degli acquerelli, né degli statuti che mettono i pastelli al di sopra delle matite colorate. Sta al singolo artista, in base alla propria attitudine, all’opera che desidera ottenere, al contesto, alla propria curiosità e mille altri fattori decidere quali medium usare.

Quando si parla di disegno artistico, di certo, il dubbio si pone prima di tutto tra grafite e carboncino. Si tratta di due medium molto simili per certi aspetti, ed estremamente differenti sotto altri punti di vista. Domandarsi qual è la differenza tra grafite e carboncino ha quindi assolutamente senso: vediamolo insieme!

Conosciamo il carboncino da disegno

Per capire che differenza c’è tra matita di grafite e carboncino partiremo dalla composizione di questi accessori. Iniziamo con il carboncino, quello che possiamo definire come il più efficace e semplice tra gli accessori da disegno dell’antichità e del mondo moderno.

Uno strumento utilizzato fin dall’antichità

Pensiamoci un po’: in un mondo senza matite, cosa potresti utilizzare per tracciare segni? Nel momento in cui accendi un fuoco per riscaldarti – o per riscaldarti la cena – hai di fatto anche del carboncino, pronto per essere usato per scrivere come per disegnare. Non stupisce quindi che il carboncino sia stato utilizzato fin dall’antichità per disegnare, con testimonianze dell’utilizzo di carboncino nella pittura rupestre risalenti a quasi 30.000 anni fa.

Il carboncino si usa insomma da sempre, e fa parte della storia dell’arte fin dal suo primissimo inizio. Come vedremo tra poco, non si può assolutamente dire la stessa cosa a proposito delle matite da disegno, e già questa è una prima grandissima differenza tra grafite carboncino!

Come viene preparato il carboncino

Ma come viene preparato effettivamente il carboncino che si usa per disegnare? Ebbene, ci sono molte tecniche differenti. Certo, ognuno di noi potrebbe avere del carboncino per disegnare semplicemente bruciacchiando la cima di un rametto per poi aspettare che questa si raffreddi.

Per avere del carboncino naturale più utilizzabile e più omogeneo si dovrebbe però fare un passo in più. Per produrre la famosa fusaggine l’intero bastoncino di salice, di vite, di tiglio e via dicendo deve essere cotto ad alte temperature, per ottenere poi un “bastoncino” irregolare di carboncino pronto per essere utilizzato sulla carta. Si tratta ovviamente di un supporto abbastanza instabile, che si rompe facilmente e che non presenta una grande omogeneità (trattandosi pur sempre di legno bruciato).

Per avere del carboncino più stabile, più omogeneo e più maneggevole si passa alla lavorazione “moderna”. La quale prevede di cuocere il legno, di ridurlo in polvere e di mescolare quanto ottenuto con dei leganti (come per esempio con della gomma, con della cera o con dell’argilla) per poi comprimere il tutto e avere dei bastoncini regolari, dalla sezione quadrata, triangolare o rotonda.

Per capire la differenza tra carboncino e grafite vediamo ora da dove arriva quest’ultima!

Conosciamo la grafite per il disegno

Abbiamo detto che il carboncino è presente fin dall’inizio della storia dell’arte. Come abbiamo già visto in un articolo dedicato alla scoperta della grafite, invece, quest’ultima è un acquisto relativamente recente dell’umanità. Il ritrovamento della grafite ha infatti avuto luogo nel 1565 nel Cumberland, in Gran Bretagna.

Per arrivare alla matita da disegno come la conosciamo noi passarono dei secoli. Dapprima, infatti, la grafite venne utilizzata solamente dai contadini e dagli allevatori del luogo per segnare il bestiame, usando la grafite così come si potrebbe usare un pezzo di carbone estratto da un falò spento.

Come si è arrivati alle matite in grafite di oggi

Poi qualcuno – degli italiani, Simonio e Lyndiana Bernacotti – pensò di infilare un’anima di grafite all’interno di un guscio di legno, per avere un mezzo da disegno maneggevole e che permettesse di scrivere e di disegnare senza sporcarsi le mani. Qualcun altro – la fabbrica Faber, in Germania – tradusse questo concetto a livello industriale, per produrre le prime matite da disegno vere e proprie.

E poi, sul finire del 18° secolo, si arrivò alle prime matite moderne, con la grafite mescolata con argilla e con altri leganti per avere delle mine più performanti, grazie agli esperimenti di Nicolas Jacques Conté.

Al centro di tutto c’era per l’appunto la grafite, un minerale che come il carbone, se strofinato su un supporto, lascia una traccia scura. Attualmente, per realizzare le odierne matita da disegno – con una mina di grafite inserita in un astuccio di legno, tipicamente di cedro – si utilizza della grafite naturale o della grafite sintetica, ottenuta portando ad altissime temperature dei materiali carboniosi. Quest’ultima viene in ogni caso polverizzata e mescolata con delle sostanze leganti, per poi essere pressata ed essiccata. Il procedimento per ottenere la grafite da disegno, di fatto, non è poi così distante da quello usato per lo sviluppo dei carboncini pressati.

La differenza tra grafite e carboncino

Abbiamo visto la differenza materiale tra grafite e carboncino. Questa differenza, va detto, viene via via meno man a mano che questi medium si copiano l’un l’altro, fino ad arrivare alle odierne matite carboncino, le quali sono a tutti gli effetti delle matite da disegno con una mina in carboncino.

Ma qual è la differenza tra grafite e carboncino a livello di utilizzo? Ebbene, il carboncino è per tanti versi più versatile, ma certamente la matita in grafite è più comoda e pratica, anche perché siamo abituati fin dall’infanzia a usare questo medium.

Vantaggi e svantaggi della grafite

La grafite si presta in modo particolare per tracciare delle linee. Grazie alla sua consistenza permette di disegnare in modo veloce e con gesti fluidi e lisci, e può essere cancellata velocemente, senza lasciare traccia (soprattutto nel caso delle mine più dure se usata senza alcuna pressione sul foglio).

Avere una punta sempre ben appuntita, con una matita da disegno, è inoltre estremamente facile. Ma ci sono anche degli svantaggi. Pensiamo per esempio a quanto è difficile ottenere delle ombre veramente profonde con la matita, o al fatto che più passaggi di matita possono dare luogo a delle superfici lucide e riflettenti assolutamente fastidiose.

L’utilizzo del carboncino

Il carboncino nella sua forma intermedia – e quindi pressato, né disomogeneo come quello naturale, né ridotto al minimo come quello in matita – non si presta particolarmente alla produzione di linee, ma è perfetto per creare ombre e per definire dei grandi contrasti tra chiaro e scuro.

Ci sono tanti modi per usare il carboncino: è possibile impiegarlo come una matita, o è possibile aiutarsi con sfumino o con le dita, o magari partire fin dall’inizio con del carboncino polverizzato. La fusaggine è facile da sfumare e da cancellare, mentre il carboncino pressato permette di ottenere dettagli maggiori – infatti è sempre bene usare questi due accessori in combinazione, sfumando poi per armonizzare i toni freddi del secondo con quelli caldi del primo.

Per finire, per capire qual è la differenza tra grafite e carboncino, va sottolineato che il secondo non è di per sé un medium permanente, non venendo affatto assorbito dalla carta. Se l’uso dello spray fissativo è consigliato nel caso della matita da disegno, è praticamente d’obbligo nel caso dei disegni a carboncino.

Articolo scritto da:

Federico è appassionato di scrittura, di arte e di sport. Su MomArte si occupa della realizzazione degli articoli e dei rapporti con gli Artisti con cui collaboriamo!

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