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Come si scelgono i pennelli per la pittura artistica?

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Scegliere il pennello per la pittura che fa al caso tuo non è così facile come sembra.
Soprattutto quando si è agli inizi.

Ogni Artista ha le sue preferenze in fatto di pennelli, a seconda del suo stile e della tecnica utilizzata, ma esistono delle regole di base che tutti gli artisti devono conoscere.
In questo modo potrai scegliere e comprare i pennelli che fanno al caso tuo, senza commettere errori!

I pennelli per la pittura: tanti tipi, tante forme e tanta confusione!

Jackson Pollock faceva colare i colori acrilici sulla tela direttamente dal barattolo. Altri artisti invece, dipingono utilizzando solo le dita. Altri ancora usano le spatole, oppure dei bastoncini con cui spalmano la vernice.

Ci sono delle eccezioni come queste, certo. Eppure, di norma, non ci può essere pittore senza pennello, anzi, pennelli, con la ‘i’ di un molteplice plurale.

Corti, lunghi, piatti, a punta, grossi, sottili, sintetici o animali, delle forme più strane: di pennelli per la pittura ne esistono di tantissimi tipologie, da scegliere attentamente in base alla tecnica, al tratto ricercato, alla propria particolare esigenza e sì, anche in base al proprio budget.

Ma come influiscono la forma, le dimensioni e il materiale dei pennelli da pittura sull’opera dell’artista?
Come si fa, dunque, a scegliere gli strumenti giusti per avere il migliore dei risultati, su carta e su tela?

Oggi, in questo post, vogliamo andare a scoprire quelli che sono i principali criteri da seguire per acquistare i migliori pennelli da pittura, caso per caso.

Di quale materiale scegliere i pennelli

La questione del materiale dei pennelli per la pittura affonda le sue radici con la storia stessa di questi strumenti.

Essa si perde lontano nel tempo, tanto che ancora oggi non sappiamo collocare con precisione la data in cui per la prima volta il pennello fu concepito: in linea di massima, però, si tende ad attribuire l’invenzione di questo oggetto al generale nonché architetto cinese Meng Tian, il quale avrebbe utilizzato a questo scopo dei peli di coniglio, nel terzo secolo avanti Cristo (anche se va detto che già altre popolazioni, nei secoli precedenti, avevano utilizzato degli strumenti simili).

Altri, invece, sostengono che il materiale utilizzato dal generale sia stato il pelo di capra – il quale, narra la leggenda, sarebbe stato ricavato non da un animale, quanto invece da un ciuffo di peli rimasto incastrati tra le pietre di una muraglia difensiva. Da quel momento in poi, in ogni modo, si iniziarono a creare pennelli a partire dai più differenti peli animali, non disdegnando i peli di cavallo, di lupo, di scoiattolo e di donnola.

Oggi, dopo vari esperimenti, tentativi ed altre prove che sono state fatte nel corso del tempo, ci siamo stabilizzati su cinque materiali diversi, che sono i più utilizzati nel mondo dei pennelli per la pittura. Quattro di questi sono di origine animale, e uno è di origine sintetica. Vediamo nel dettaglio le loro caratteristiche.

Pennelli in Martora Kolinsky

La martora è un piccolo ed elegante mammifero della famiglia dei mustelidi, piuttosto simile, all’aspetto, alla vicina parente faina.

I pennelli più pregiati, però, non sono fatti con del semplice pelo di martora, quanto invece con il pelo della martora proveniente da una ristretta area siberiana. Lassù, in quel preciso clima, i sinuosi mammiferi sviluppano infatti un pelo del tutto particolare, che permette di incamerare molto colore e di rilasciarlo poi piano piano, seguendo il preciso volere dell’artista.

Per l’olio, per la tempera, per l’acrilico, per l’acquerello, per i restauri, i pennelli in martora Kolinsky si prestano alla perfezione per qualsiasi utilizzo, eccezion fatta per la verniciatura.

Pennelli in Martora Rossa

Sempre di martora si tratta, ma non più Kolinsky. Come dire, ottima qualità, ma non più eccelsa come la precedente.

Si tratta anche in questo caso di pennelli per la pittura polivalenti, i quali danno il meglio di sé come pennelli per acquerello.
Sono molto utilizzati anche per la tempera e per i colori acrilici, nonché per pitturare i più minuti dettagli con i colori ad olio.

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Pennelli in pelo di Bue

Così come in altri casi, anche il pelo di bue può essere bollito e sterilizzato per essere utilizzato per formare la punta di un pennello.

Il pelo di Bue è da sempre visto come un’alternativa economica a quello di martora, pur essendo in ogni modo un materiale più pregiato e meno grossolano rispetto alla setola di maiale. Resistente, elastico e a basso costo, è un buon compromesso per l’acrilico, per la tempera e per l’acquerello, ma non per i colori ad olio.

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Pennelli in setola

Meno adatti rispetto ai precedenti per la pittura di precisione, i pennelli in setola suina sono molto flessibili e hanno una buona presa di colore. Il loro utilizzo ottimale, però, si limita ai colori ad olio e all’acrilico.

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Pennelli sintetici

Qui abbandoniamo il regno animale per parlare di pennelli realizzati con pelo completamente sintetico.

Fino a qualche anno fa, questi pennelli introdotti come alternativa al pelo naturale avevano delle caratteristiche tutt’altro che premianti.
Oggi, invece, i filamenti sintetici con cui vengono composti i pennelli di alta gamma garantiscono dei risultati del tutto assimilabili, ed in molti casi migliori, a quelli dei pennelli di origine animale.

Elastici, con un buon contenimento del colore, i pennelli per la pittura sintetici sono ormai un’ottima alternativa, anche in virtù della loro buona resistenza.
Se ti interessa approfondire l’argomento, ti consiglio la lettura di questa guida dove raccontiamo i vantaggi dei pennelli sintetici per la pittura.

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La forma del pennelli

Bene, abbiamo visto quelli che sono i principali materiali utilizzati per la produzione di questi fondamentali strumenti. Per scegliere i migliori pennelli per la pittura in base ai nostri scopi, dobbiamo ora capire cosa cambia insieme al variare della loro forma.

Immagina: Una pennellata parallela e uniforme, oppure una pennellata crescente, o, ancora, una sfumatura. E se invece dovessi fare un punto, o una linea sottile? Ad ogni tratto voluto corrisponde un tipo diverso di pennello. Tondo, piatto, a pelo lungo o corto, o magari a lingua di gatto o a ventaglio.

Pennelli tondi

I pennelli a punta tonda sono la prima immagine che ci viene in mente quando pensiamo alla parola “pennello”.

Sono molto versatili, e nelle versioni fini sono perfetti per la creazione di dettagli e di linee precise, nonché per i ritocchi finali. Diciamo che se dovessi scegliere un unico pennello da usare per lavorare su di un dipinto classico, sceglierei un pennello dalla punta tonda. Così facendo potrei fare sia linee più o meno sottili, che colorare lo sfondo in maniera agevole.

Pennelli a lingua di gatto

I pennelli a lingua di gatto, caratterizzati da dei bordi arrotondati, sono il compromesso perfetto tra i pennelli propriamente tondi e quello piatti. Sono dunque indicati per ritocchi, per velature di piccole dimensioni e per finiture, oltre che per sfumare il colore.

La loro forma particolare li rende perfetti per lavorare su forme tonde o con angoli arrotondati.

Pennelli piatti

I pennelli piatti non nascondono trucchi peculiari: vengono utilizzati dunque per lo più per la creazione di ampie aree di colore, anche se va detto che esistono artisti che, con i soli pennelli piatti, eseguono qualsiasi tipo di tratto, inclinando lo strumento in base al risultato ricercato.

Utilizzando pennelli piatti di grandi dimensioni, quasi simili a delle pennellesse, potremo dipingere sfondi, sia con colori pieno che con velature, in maniera davvero agevole. La punta piatta ti permetterà di stendere il colore in maniera uniforme e con tratti regolari.

Pennelli a ventaglio

Del tutto particolari sono i pennelli a ventaglio, i quali permettono all’artista di ottenere degli effetti a macchia o delle sfumature altrimenti molto difficili.

La loro forma ricorda in tutto e per tutto quella di un ventaglio: nell’acquerello vengono anche usati per riprodurre dei tratti molto sottili e distanziati, come ad esempio l’erba di un prato o la texture delle foglie sugli alberi. Sono un ottimo alleato, da imparare a maneggiare con qualche esercizio.

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Le dimensioni dei pennelli per dipingere

Dopo aver parlato delle varie tipologie di pennelli disponibili, dobbiamo anche parlare di misure. A mutare sono sia la larghezza del pelo che la lunghezza del manico.

Per quanto riguarda il primo dato, il discorso è parallelo a quanto detto riguardo alla forma.
Per quanto invece riguarda la lunghezza del manico, la scelta deve essere fatta in base alla tecnica pittorica: gli acquerellisti, in questo senso, devono prendere delle decisioni opposte rispetto a chi dipinge utilizzando i colori ad olio, gli acrilici o le tempere. In questi ultimi casi, infatti, gli artisti lavorano su dei supporti verticali, posti su un apposito cavalletto da pittura.

Per avere una visione d’insieme e per bilanciare la pennellata si renderà dunque indispensabile avere dei pennelli a manico lungo.

Per quanto riguarda gli acquerelli, invece, il supporto viene sempre posto in modo orizzontale, per non far scorrere il colore estremamente liquido e per far fluire naturalmente per gravità – la tinta verso l’estremità del pennello. Qui, dunque, si privilegerà l’utilizzo di pennelli dal manico corto, perfetti per mantenere una posizione verticale e ferma.

Ecco, questi sono i principali criteri da tenere in considerazione al momento dell’acquisto di un pennello: prima di acquistare un pennello, dunque, pensa sempre attentamente a quello che sarà il reale utilizzo che ne farai!

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Articolo scritto da:

Fondatore del progetto MomArte, appassionato di pittura e Belle Arti a 360 gradi, completamente autodidatta e felice di essere un "eterno studente" (d'altronde non si finisce mai di imparare, no?). Amo scrivere articoli dove parlo delle tecniche pittoriche e dei materiali per dipingere. Se hai qualche domanda scrivimi e sarò felice di risponderti, oppure scopri di più su di noi!