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Pastelli morbidi: cosa sono e come si usano?

By |2019-11-21T08:35:50+01:001 Novembre 2019|Pastelli|0 Comments

Una delle tecniche artistiche più affascinanti è quella dei pastelli morbidi.

Non posso dire che sia diffusa ed utilizzata come altre forme pittoriche, ma quello che è certo è che permette di creare delle opere straordinarie.

Io personalmente la trovo magnifica e per questo motivo ho deciso di parlarne oggi con te.

La caratteristica fondamentale dei pastelli morbidi è che si tratta di una tecnica a secco: questo vuol dire che non vengono aggiunti diluenti o acqua e il pigmento mantiene la sua purezza originale.

Alcuni sostengono che il colore dei pastelli morbidi è quello più vicino al colore puro, in quanto il pigmento non viene alterato durante il processo pittorico.

Proprio per questo motivo tantissimi artisti intorno al mondo la utilizzano come tecnica principale.

In questo articolo introduttivo ti spiegherò cosa sono i pastelli morbidi e cosa ti serve sapere per iniziare a dipingere con i pastelli morbidi.


Il pastello morbido Sennelier

I pastelli morbidi Sennelier “paste à l’eçu” sono incredbili! Lo sapevi che sono disponibili in 525 gradazioni diverse!


Cosa sono i pastelli morbidi: le caratteristiche principali

I pastelli morbidi sono dei piccoli bastoncini colorati dalla forma cilindrica o squadrata.

Vengono prodotti mischiando il pigmento con una minima parte di legante.

Il processo può essere sia industriale che artigianale: molti produttori storici cercano di non automatizzare troppo la produzione per non perdere il legame con la tradizione, cioè cercando di produrre i pastelli nello stesso modo in cui veniva fatto in passato.

Una delle particolarità che contraddistingue ogni serie di pastelli è l’incredibile numero di variazioni e gradazioni incluse in ogni serie.

Pensa che ad esempio la serie di pastelli morbidi Sennelier include 525 colori, di cui molti sono variazioni minime di uno stesso pigmento (o tonalità) di base. Questo è quello che si dice essere maniaci del colore!! Se vuoi saperne di più, leggi l’introduzione ai pastelli morbidi Sennelier.

Dipinto a pastello di Edgar Degas

Un dipinto a pastello del celebre Edgar Degas, che ritrae uno dei soggetti che ritroviamo spesso nella sua arte, le Ballerine

La storia dei pastelli morbidi

Seppur degli strumenti già chiamati “pastelli” si usassero fin dal 16esimo secolo, i pastelli morbidi hanno avuto una grande diffusione durante il 18esimo secolo.

Questo grazie ai caratteristici ritratti realizzati dalla pittrice e ritrattista Rosalba Carriera, dal pittore svizzero Jean-Etienne Liotard, il francese Maurice Quentin de Latour e molti altri ancora.

Nel corso del 19esimo secolo l’eredità di questa tecnica è stata raccolta dalla scuola impressionista francese, uno tra tutti il celebre Edgar Degas.

La sua voglia di sperimentazione ha permesso lo sviluppo espressivo della tecnica del pastello morbido in direzioni non ancora esplorate. Inoltre la diffusione di questa tecnica ha aiutato anche l’evoluzione dei pastelli in quanto prodotto, con ricerche di pigmenti sempre più particolari e lo sviluppo di nuove gradazioni.

Ed anche nel corso del ‘900 moltissimi artisti si sono dedicati a questa tecnica, accompagnandola nella contemporaneità e modernità fino agli anni duemila.

Pastelli morbidi, pastelli secchi o soft pastels: ma come li devo chiamare?

Spesso succede che i principianti (ma non solo) facciano un po’ di confusione con i nomi e i tipi di pastello.

Si sa infatti che con il termine generico “pastelli”, possiamo indicare varie tipologie di prodotto, cioè i pastelli a cera, quelli ad olio, quelli secchi o morbidi… a volte, erroneamente, addirittura i gessetti!

Chiariamo che qui si parla solamente di pastelli morbidi e non di altre tipologie a cui abbiamo dedicato degli articoli a parte.

Il termine pastello morbido è l’equivalente dell’inglese “soft pastel”.
Spesso viene interscambiato con il termine pastelli secchi, che noi troviamo più corretto, e che è equivalente al francese “pastel sec”, termine usato anche da Sennelier.

I pastelli secchi possono essere sia morbidi che duri (viene usata una quantità maggiore di legante), cioè pastelli secchi morbidi e pastelli secchi duri (a volti chiamati anche “crete”). Proprio per questo motivo in inglese troverai sia soft pastels che hard pastels.

In questo articolo ho deciso però di usare il termine generico “pastelli morbidi”, in quanto è quello probabilmente più diffuso tra gli appassionati e gli artisti.


I pastelli morbidi Sennelier

I pastelli Sennelier sono perfetti per creare splendidi dipinti.


Come si usano i pastelli morbidi?

In questa sezione cercherò di darti alcuni consigli se vuoi iniziare a sperimentare con i pastelli morbidi.

Sono delle semplici indicazioni e degli accorgimenti che ho imparato con l’esperienza e frequentando alcune lezioni di pastello; ci tengo a dirlo in quanto voglio che ti siano utili, ma ricorda che avere un’insegnante o maestro in carne ed ossa è importantissimo!

A meno che tu non sia un convinto autodidatta dal grande talento!

Che cosa ti serve per iniziare?

Naturalmente per iniziare a dipingere con i pastelli secchi devi avere a disposizione tutto il materiale necessario. Di seguito ti darò tutte le informazioni necessarie.

Ti serviranno dei pastelli!

La cosa fondamentale è avere proprio dei pastelli!!

Se sei all’inizio ti consigliamo di orientarti verso un set che ti offra una selezione introduttiva, in modo da non dover scegliere personalmente le gradazioni, visto che ce ne sono davvero tante!

Quando sarai più esperto, potrai acquistare i tuoi pastelli singolarmente, secondo le tue necessità o secondo il tipo di dipinto che dovrai realizzare.

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La carta

La carta è sempre un componente fondamentale, a prescindere dalla tecnica pittorica con cui stiamo lavorando.

E proprio come per altri mondi, come quello dell’acquerello, ogni artista ha le sue preferenze in fatto di carta.

In base al tipo di dipinto e soggetto che andremo a realizzare, sceglieremo un tipo di carta differente.

La caratteristica principale della carta per pastello è la sua ruvidità, facilmente verificabile a vista o al tatto. Come ti ho spiegato inizialmente i pastelli morbidi sono composti da pigmenti in polvere con una bassissima parte di legante e nient’altro.

Una carta ruvida serve proprio a questo, a trattenere il pigmento sul foglio senza che “scivoli” via. (permettetemi di dire così ;P )

Sicuramente più la carta sarà ruvida, più sarà difficile tracciare linee sottili e dritte e lavorare sui dettagli.

Delle matite pastel pencil o dei pastelli più duri

Per tracciare linee precise o per definire alcune parti del tuo dipinto che richiedono molti dettagli, avrai la necessità di utilizzare un prodotto meno friabile e più duro del pastello morbido.

Per questo motivo moltissimi artisti lavorano in combinazione con quelle che si chiamano Pastel Pencil, cioè delle matite che dispongono di una mina interna che ha una composizione simile a quella dei pastelli, ma sono più dure.
Non contengono quindi né cera né olio.

Lo stesso risultato può essere ottenuto utilizzando dei pastelli duri o crete.

Altri materiali

A completare il tutto potrai aggiungere dei prodotti di supporto, come uno sfumino, delle spugnette per sfumare, un coltellino multiuso, un temperino per le tue pastel pencil ed un fissativo per proteggere la tua opera!

Alcuni consigli per dipingere con i pastelli morbidi


Limoni dipinti con i pastelli morbidi

Dei limoni dipinti utilizzando i pastelli morbidi!


Traccia il tuo soggetto utilizzando le pastel pencil o un pastello duro

Inizialmente avrai bisogno di una strumento fine e sottile per tracciare il disegno sulla carta, soprattutto se vuoi lavorare su un soggetto realistico o un ritratto.

Naturalmente non potrai tracciare i contorni con i soft pastels, in quanto si sgretolerebbero durante l’utilizzo e le linee tracciate sarebbero grossolane e poco precise.

Per questo motivo hai bisogno della pastel pencil.

Esistono varie tecniche: solitamente su una carta scura, si usa una matita chiara per dare più contrasto, ad esempio bianca. Allo stesso modo su una carta chiara userai una matita seppia o che tende al nero.

Alcuni artisti cercano di tracciare il profilo in maniera leggerissima, per poi nasconderlo con il colore che verrà applicato subito dopo e ridefinirlo in corso d’opera.

Altri invece definiscono da subito un profilo netto ed addirittura delle zone d’ombra e dei chiaroscuri, realizzando quello che nella pittura ad olio viene chiamato “underpainting”, o perlomeno qualcosa di molto simile.

Prova a sperimentare entrambe le soluzioni e trova quella a te più congeniale!

Prova ad usare i pastelli sia di punta che in maniera orizzontale

Potrai impugnare i pastelli come se fossero delle matite ed usarle di punta, tracciando delle righe più o meno spesse.

A causa della loro friabilità, probabilmente la linea non sarà netta e precisa, però potrai sperimentare e vedere come cambia il risultato sul foglio aumentando o diminuendo la pressione del pastello sulla carta.

Allo stesso modo puoi utilizzare il pennello in maniera orizzontale, soprattutto se vuoi riempire delle zone più ampie più velocemente. Anche qui in base alla pressione depositerai più o meno pigmento sul foglio.

Sfuma i colori con le tue dita o con lo sfumino

A differenza di altre tecniche, i colori a pastello non vengono miscelati su una tavolozza prima dell’uso.

Se vuoi sfumare o fondere due tinte diverse, dovrai farlo direttamente sulla carta o sul tuo supporto.

Questo può essere fatto in maniera molto semplice utilizzando le tue dita!
Fai solo attenzione di non avere già altro colore sui polpastrelli per non rovinare il risultato finale.

E se per caso hai le mani che sudano e rischi di non riuscire a mischiare correttamente i colori, puoi sempre usare uno sfumino o un semplice fazzoletto di carta.

Sfrutta la ruvidità della carta

Come ho detto poco prima, una delle caratteristiche della carta da pastello è la sua grana. Essa è fondamentale per “catturare” e “fermare” il pigmento, cosa che non accadrebbe su utilizzassi una carta liscia. (e quindi il risultato sarebbe completamente diverso!)

Spesso una carta più ruvida si dice permetta più strati di colore, che andranno a fondersi uno con l’altro.

L’effetto che puoi ottenere è in parte simile a quello che si fa con le velature nella pittura a olio.

Ad ogni strato di colore che aggiungerai, i pigmenti non si mischieranno direttamente a quelli presenti sotto, ma si sommeranno, dando vita a tonalità finali più profonde e reali.

Nel caso volessi mischiare i pigmenti, puoi sempre usare le dita!

Dei mezzi pastelli morbidi

I pastelli morbidi sono disponibili anche nella versione “mezzo pastello”. O in alternativa la cosa che puoi fare è spezzare il pastello intero prima di utilizzarlo!

E alla fine… proteggi la tua opera!

Ricordati, i dipinti fatti a pastello sono davvero molto delicati.

Il pigmento non si asciuga, ma è solamente depositato sulla superficie del foglio.
Questo vuol dire che basta sfregare per errore sul foglio per rovinare molte ore di lavoro.

Arrivato alla fine del tuo dipinto e quando sarai sicuro che non dovrai più apportare modifiche, ricordati di fissare i colori utilizzando del fissativo per pastello o fissativo universale.

Il tuo dipinto sarà così protetto e i suoi colori rimarranno brillanti e vivaci per molto tempo!

Appuntamento alla prossima lezione

Per questa prima lezione sui pastelli morbidi è tutto!
Spero di averti dato qualche consiglio interessante e di averti aiutato a comprendere di più questo fantastico universo fatto di colori e pigmenti.

Se hai domande, vuoi suggerirmi delle correzioni o vuoi farmi una richiesta per un prossimo articolo, scrivilo qui sotto nei commenti.
Ciao e alla prossima!

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Info sull'autore:

Fondatore del progetto MomArte, appassionato di pittura e Belle Arti a 360 gradi, completamente autodidatta e felice di essere un "eterno studente" (d'altronde non si finisce mai di imparare, no?). Amo scrivere articoli dove parlo delle tecniche pittoriche e dei materiali per dipingere. Se hai qualche domanda scrivimi e sarò felice di risponderti, oppure scopri di più su di noi!

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