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Come dipingere un ritratto ad olio alla prima con i colori Winsor&Newton

  • View Larger Image Ritratto alla prima con i colori a olio Winsor&Newton

Dipingere un ritratto alla prima con maestria e precisione è il sogno di tanti pittori in erba.
Per chi è alla prima armi però, confrontarsi con un soggetto di questo tipo può sembrare una sfida difficile, quasi impossibile.

E se anche tu hai pensato la stessa… ti capisco benissimo!

In questo articolo cercherò di dimostrarti che anche tu puoi riuscirci.
Nel tutorial che segue realizzeremo insieme un ritratto ad olio dipinto “alla prima”.

Ti stai chiedendo cosa significa dipingere alla prima? Spiegato in parole semplici, significa dipingere lavorando a strati di colore, senza attendere che lo strato precedente sia completamente asciutto prima di applicarne uno nuovo.

Sei pronto? Iniziamo!

Foto del quadro finito

Quali strumenti occorrono per dipingere un ritratto alla prima, con i colori ad olio

Quali sono i colori ed i materiali che useremo in questa guida? L’articolo che stai per leggere è stato realizzato utilizzando esclusivamente prodotti Winsor&Newton, il famoso brand inglese fondato a Londra nel 1832.


Logo Winsor&Newton

Colori a olio Winton della Winsor&Newton

I colori a olio Winton Winsor&Newton sono particolarmente indicati per questo tipo di lavorazioni pittoriche, poiché possiedono un’alta concentrazione dei pigmenti.

In più hanno un eccellente potere coprente ed una elevata densità delle paste: tutte caratteristiche che possiamo considerare ideali per ottenere facilmente una struttura ricca e vibrante, sia con le pennellate con l’applicazione a spatola.

Per il dipinto ho scelto una palette base di colori, ed è la stessa per la stragrande maggioranza dei miei dipinti:
Bianco titanio – Giallo cadmio chiaro – Rosso di cadmio – Cremisi di Alizarina permanente – Blu oltremare – Ocra gialla – Terra di Siena bruciata – Terra d’ombra bruciata – Terra verde – Nero bugia.

Questi, combinati tra loro, copriranno l’intero spettro necessario per la realizzazione del quadro.
In generale, consiglio l’uso una tavolozza ridotta per incoraggiare a mescolare i colori ed ivi comprenderne le infinite tonalità e sfumature che si potranno ottenere.

Colore a olio Winton

Ausiliari

Solvente Sansodor per dipingere a strato sottile, diradare e lavare il colore.

Olio di lino pressato a freddo per ridurre le pennellate e conferire maggiore brillantezza e trasparenza al colore.

Il medium con formulazione a base alchidica Liquin Original, per lavorare a mezzo corpo sul dipinto, accelerare l’essiccazione del colore ed aumentarne la brillantezza.


Medium per pittura a olio Liquin Original Winsor&Newton

Supporti

Per questo ritratto ho lavorato su un foglio di cartoncino con grana simile ad una tela per olio, ed ho scelto un foglio di in formato A3 dal blocco Oil Colour Pad Winton 300gr.
Inoltre, per irrigidire e tendere il foglio e manipolare meglio il colore senza flessioni, ho usato un pannello rigido.

Il foglio è stato fissato al pannello rigido utilizzando dello scotch di carta.

Pennelli

Ho scelto i pennelli a manico lungo della serie Winton della Winsor&Newton, con setole di maiale.
Hanno un ventaglio piuttosto ampio di forme e misure, un ottimo controllo del tocco e permettono una pennellata vibrante con i colori ad olio.

Ho usato le seguenti misure: punta piatta n° 8, punta piatta n° 4, punta piatta n°2 e punta tonda n°1.
In più ho usato un pennello in pelo naturale o fibra sintetica punta tonda n° 0 (ma anche 00 va benissimo), per i dettagli finali.

Altri materiali

Una tavolozza in legno, ma può andare bene anche una lastra in vetro o plexiglass, per preparare i colori. Facile da pulire e non assorbe il colore.

Una spatola: è molto importante scegliersi almeno una buona spatola per dipingere e per preparare i colori sulla tavolozza; Io ho scelto una spatola in lama di acciaio, molto flessibile con impugnatura in legno della Winsor&Newton, n° 27.

Dello scotch per attaccare il foglio sul pannello.

Una matita in grafite, nel mio caso una matita in grafite 2H Winsor&Newton. Personalmente consiglio mine non eccessivamente morbide, nell’ordine delle HB, H o 2H.

In ultimo, ma molto importante, un panno di cotone o della carta assorbente per scaricare i colori dai pennelli e per pulirli con il diluente.

La scelta del soggetto di riferimento

La prima cosa da fare è scegliere una foto di riferimento.
L’obiettivo è quello di realizzare un ritratto: dobbiamo scegliere una foto che ci intrighi, che ci ispiri e che ci trasmetta qualcosa. In più, soprattutto se siamo all’inizio, dobbiamo cercare un soggetto non eccessivamente complicato e con questo intendo che il viso ritratto nella foto sia chiaro, ben definito e ben visibile.

Nel mio caso ho scelto una bella foto trovata su internet che ho disegnato direttamente sul foglio ben ancorato al supporto rigido, con la matita 2H.

Se può essere di aiuto, si può trasferire l’immagine attraverso la costruzione di una griglia, per controllare le proporzioni, oppure utilizzare della carta carbone copiativa, per riportare il disegno nelle linee essenziali.

Il disegno del ritratto

Dobbiamo quindi riportare il disegno del viso sulla carta.
Fissiamo il foglio sul supporto rigido utilizzando lo scotch e cercando di applicarlo in maniera precisa. Lo scotch deve essere posizionato in maniera equidistante dai bordi del disegno: per farlo è possibile utilizzare una riga ed una matita, tracciando delle linee prima di applicarlo.

Scegli quindi la misura del bordo che ti aggrada di più. Sarà una vera e propria cornice al dipinto: nel mio caso ho scelto una misura di 8 mm dal bordo esterno.

Una volta fissato il foglio sul pannello, ma prima di iniziare a dipingere, dobbiamo tracciare con la matita il ritratto.
Definiamo l’ovale del viso e gli elementi caratterizzanti e salienti del volto, ossia gli occhi, il naso e la bocca.

Il disegno del soggetto

Può essere utile tracciare anche alcune zone d’ombra con un lieve tratteggio: in questo momento non occorre ricercare troppo il dettaglio quanto piuttosto cercare di definire una buona proporzione del ritratto rispetto al foglio.
Desideriamo per il nostro dipinto una buona base definita entro i suoi margini.

La scelta di realizzare un disegno di base è consigliata per avere un buon punto di partenza, soprattutto se non si ha molta pratica. Il disegnare leggero o calcare con più forza è una scelta soggettiva, anche se spesso si consiglia di tracciare delle linee leggere e poco calcate.

Nel mio caso la scelta di utilizzare una mina dura 2H è stata fatta per un motivo principale: permettere al disegno di permanere al passaggio successivo che sto per mostrare.
Inoltre, utilizzando una mina dura, lasceremo meno grafite sulla carta e questa contaminerà e sporcherà di meno i nostri amati colori.

Preparazione del fondo con un po’ di colore

Prepariamo un fondo di aggrappo con un sottile strato di colore su tutto il foglio. Per fare questo occorre posizionare una piccola noce del colore scelto sulla tavolozza.

In generale suggerisco una certa selezione di colori scelti nella palette. Nel nostro caso andrà benissimo un terra verde, oppure un terra di Siena bruciata o anche un terra d’ombra.

Tavolozza con noce di colore e diluente

Questo passaggio è importante per creare una impalcatura del colore e la scelta di questi determinati colori è dovuta alla caratteristica comune di avere una essiccazione rapida al tatto oltre che creare una ottima struttura di base per le stratificazioni successive.

Il sottotono di ognuno di questi colori determinerà la scelta in base al dipinto che si sta realizzando. (per esempio: terra di Siena bruciata ha un sottotono rossiccio, terra d’ombra bruciata ha un sottotono verdastro.)

Per questo tutorial ho scelto il colore terra verde, per ottenere un sottotono di verde pallido, freddo ed elegante e soprattutto perché molto utile in funzione del dipingere li colori della pelle.

Ho preso quindi un pannetto di cotone pulito, l’ho imbevuto nel solvente Sansodor ed ho sfregato il colore su tutto il foglio.

Questo tipo di stesura permetterà anche di rispettare 2 regole fondamentali della pittura a olio, che ti illustrerò di seguito.

1. Dipingere man mano con strati di pittura più spessi su strati di pittura sottili

2. Dipingere con strati di pittura grassa sopra strati di pittura magra: abbiamo utilizzato il colore ad olio puro e lo abbiamo smagrito con il solvente Sansodor.

Lascia riposare per una decina di minuti questa preparazione.

Stesura del colore di fondo

Consolidare il disegno con un colore

Finalmente iniziamo ad usare i pennelli!

Quello che faremo ora sarà consolidare con un colore il disegno che dopo la stesura del fondo potrebbe essersi alleggerito di molto. In gergo tecnico viene definito under-painting.

Ho scelto il Terra d’Ombra per i contorni e gli elementi importanti del ritratto e successivamente ho usato il terra di Siena bruciata per abbozzare le zone di ombra, sempre utilizzando solo il solvente Sansodor come additivo al colore.
In questo momento stiamo stabilendo i due estremi: le aree più scure con il colore e le zone più luminose attraverso il colore del fondo.

Con questo metodo sarà più facile stendere i mezzi toni e ciò mi permetterà di confrontare più facilmente i valori cromatici.

È il tempo di una pausa: prendere un caffè o un the e lasciare riposare per una decina di minuti questa preparazione.

Stesura del colore per l'underpainting

Stesure dei “volumi a mezzo corpo”

Occupiamoci ora di una delle parti più importanti del dipinto: andremo a creare i volumi principali sulla maggior parte del ritratto e chiameremo questa fase “creazione dei volumi a mezzo corpo”.

Prendi il pennello piatto più grande, cioè il n°8 e dipingi stendendo il colore puro o ammorbidito dal secondo additivo, il medium Liquin Original di Winsor & Newton.

Lo conosci? È un medium seducente, ma bisogna sapere alcune cose prima di usarlo: a base alchidica, il Liquin Original, si presenta con l’aspetto di un gel, aumenta la fluidità e la trasparenza del colore ad olio; Accelera l’essiccazione e conferisce al colore una finitura semi lucida. Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo “Cos’è e come si usa il Liquin Winsor&Newton?”.

Ti consiglio di preparare il colore sulla tavolozza aggiungendo una quantità di medium in una proporzione grosso modo esatta: circa ¼ di medium rispetto al colore. Con questa piccola attenzione, si farà un uso ottimale di questo eccellente prodotto.

Torniamo a noi! È fondamentale concentrarsi sull’impianto generale senza farci prendere dalla tentazione di lavorare sul dettaglio. Mi piace definire questa modalità del dipingere con il termine “spezzare il colore”, ossia individuare le masse principali con semplici stesure piatte del colore, cercando per quanto possibile di seguire con il pennello la forma anatomica e le macchie di colore che percepisco dall’immagine di riferimento.

Stesura dei volumi a mezzo corpo

Semplici stesure di colore…. una pennellata dopo l’altra. Suggerisco di pulire il pennello in un bicchiere con il solvente, nelle stesure tra un colore e l’altro: in questo modo si avranno pennellate pulite e colori separati. Quello che si verrà a creare sarà una sorta di mosaico di pennellate che sovrapponendosi creeranno inevitabilmente impasti di colore.

Ricorda che questa operazione vuole essere rapida, ma non frettolosa: lavorare con un pennello di dimensione medio-grande ci porta ad intervenire in modo da non rimanere invischiato in alcun dettaglio. Stiamo costruendo la forma e l’abbiamo definita a “mezzo corpo” proprio perché stiamo aggiungendo al colore puro, un po’ di medium Liquin Original.

Non preoccuparti del fatto che la stesura sia curata: quello che cerchiamo lo stiamo creando per porzioni, perché dopo sarà più semplice intervenire sui dettagli e sul colore.

Pian piano vedremo definirsi la base cromatica e anatomica per il passaggio successivo.

Man mano che il ritratto si definisce anche la nostra percezione del tutto si adatterà a quello che si sta osservando con attenzione: cerca di prestare maggiore cura e attenzione in questa fase perché semplificherà il lavoro successivo, dove andremo a identificare i valori tonali in modo più dettagliato.

Consiglio pratico ed efficace: alzati e poniti ad una distanza di almeno 2 o 3 metri se lo spazio te lo concede: allontanarsi dal proprio dipinto serve a valutare l’insieme generale, la bilancia dei colori. Guarda il dipinto da un punto di vista diverso e con uno sguardo distaccato, servirà a farti comprendere che sei stato molto più bravo di quanto stavi ipotizzando.
Il dipinto si sta definendo sempre di più!

Finalizzazione del ritratto

Eccoci giunti a quel momento del dipinto che richiederà di aguzzare la vista e cambiare i pennelli: ci concentreremo sulle singole partizioni con cura e maggior dettaglio.

La prima cosa che faremo sarà quella di controllare sulla tavolozza di avere parti di colore pulito: gestire bene la tavolozza significa sfruttarne le potenzialità massime che ogni singolo colore riesce ad esprimere. Sarà la vostra sensibilità a gestire i colori da mettere uno accanto all’altro, tenendo sempre a mente che dipingere non è solo un accostare i colori: è la gestione delle emozioni che i colori sanno regalarci.

Siamo pronti dunque: useremo i pennelli serie Winton più piccoli, il n° 4 ed il n°2.
In questa fase possiamo utilizzare l’Olio di lino pressato a freddo: è un olio chiaro di colore tenue, riduce i segni delle pennellate e aumenta la brillantezza dei colori; Inoltre ha tempi di essiccazione medio- rapidi.

Finalizzazione del ritratto

Il Liquin Original ci è servito, nella fase precedente, per lavorare a mezzo corpo e per i tempi rapidi di essiccazione, ci permette ora di stratificare la pittura con nuove pennellate “a corpo”, (ossia più spesse) con appunto, l’olio di lino.

Dal punto di vista del processo, vedrai come questo sarà identico a quello precedente, ma in scala ridotta: usando pennelli più piccoli e stendendo il colore con pennellate leggermente più sottili nelle singole partizioni che abbiamo definito, andremo a dipingere con cura gli occhi, il naso, la bocca e tutti gli elementi strutturanti del ritratto.

Stendi le pennellate nella stessa direzione delle forme del viso.
Il mio consiglio è quello di far seguire alla pennellata la forma della porzione dipinta: pennellate rotondeggianti sul naso, diagonali sugli zigomi, piatte o incrociate sullo sfondo.
Dai ad ogni porzione maggiore forma e solidità attraverso i movimenti del pennello.

Dettagli palette dei colori

Ti do alcuni consigli e Ti confido un piccolo segreto…

Il primo consiglio che ti voglio dare è di lavorare dall’alto verso il basso e di procedere dai toni più scuri e via via schiarendo verso i punti più illuminati.

Il secondo consiglio è di procedere con pennellate semplici e dirette, a piccoli tocchi. Non farti scoraggiare da quelle porzioni che sono tendenzialmente più difficili da realizzare come gli occhi e tutte le parti di viso che “fuoriescono” (il naso, gli zigomi, il mento) e che quindi hanno bisogno solo di essere colte con le ombre e con le luci.

Definizione dei punti luce sul viso

Ora ti confido un segreto: cerca di vedere tutte le forme come “semplici” (la punta del naso come una pallina, per esempio).
In questo momento la percezione delle macchie che osservi sull’immagine di riferimento desidera la massima attenzione: a volte un solo tocco di colore fa la differenza. Non disegnare con il pennello, ma dipingi accostando le macchie di colore come in un piccolo mosaico di colori in una porzione più ampia.

Scoprirai pian piano che prestando cura ai valori tonali di ciascuna parte ed impegnandoti per ottenere in tavolozza una ampia varietà di toni (che potranno scaldarsi o raffreddarsi a seconda degli accostamenti), ti permetterà di avere tra le mani una tavolozza infinita con cui lavorare.

Osserva con attenzione l’immagine accanto e scoprirai come, accostando il Bianco di Titanio all’Ocra Gialla, si otterrà un colore simile al Giallo di Napoli chiaro; questo mischiato con una punta di Terra di Siena bruciata, ti darà altri toni caldi più rosacei;
ed ancora mescolando il Giallo di Napoli con una punta di Rosso di Cadmio, gli conferirà un rosato vigoroso e caldo.
Se vorrai raffreddare la palette, potrai mescolare il giallo di Napoli al Cremisi di Alizarina permanente.

Osserva con attenzione ogni minimo dettaglio nel dettaglio: il grigio caldo o freddo, rosato, azzurrato o ingiallito (a seconda della luce), nel bianco degli occhi…il giusto accostarsi dei colori nelle pupille nelle sue mille screziature a volte: queste sottigliezze ti permetteranno di ottenere un aspetto naturale e non artefatto.

Dettaglio del viso su zigomi e occhi

Per finire un punto di luce ben posizionato intorno agli occhi e sulla punta del naso darà immediatamente loro la forma.
Consiglio di attendere la fine del dipinto per utilizzare il bianco purissimo, ma di utilizzarlo man mano sempre lievemente scaldato con una punta piccolissima di Giallo di Cadmio chiaro, rosato con una punta di Cremisi di Alizarina permanente, raffreddato con una punta di Blu Oltremare: il Bianco di Titanio, puro lo utilizzeremo per quei tocchi che servono a dare magia al dipinto.

Dipingiamo i dettagli finali

Abbiamo ormai il nostro ritratto: adesso è giunto il momento di dare quei tocchi in più nei dettagli che, come vuole la regola, fanno la differenza!

Il tutto è dinanzi a noi, ma abbiamo quella sensazione (eterna negli Artisti), di non finito.
In realtà vi dico che siamo davvero arrivati ad un buon punto!

Osserviamo i singoli elementi nei dettagli: per lavorarli possiamo utilizzare il pennello punta piatta n°2 e, se necessario, anche il pennello di piccole dimensioni a punta tonda n° 0 oppure n°00.

Ad ogni passaggio confronta costantemente ogni area di colore con quella successiva: quanto vuoi lavorare sui dettagli e quanto ti accontenti di lasciarlo “incompleto”?
Ripeti questo ragionamento per le varie parti del dipinto, fin quando non sarai soddisfatto.

Siamo noi a decidere quando il dipinto sarà terminato e non tutte le zone avranno bisogno dello stesso livello di dettaglio. Guarda il dipinto finito: il cappello e la veste della nostra ragazza ritratta non hanno ricevuto la stessa medesima ricerca e cura pittorica, ma sono stati realizzati con pennellate ampie e non troppo definite.

Questa mia scelta, tende a portare lo sguardo (e quindi mettere a fuoco) verso la parte da me più curata, del viso.

Come il nostro sguardo percepisce un oggetto mettendolo a fuoco, cosi nella pittura si cerca di fare lo stesso: i grandi maestri del passato ci hanno tramandato un immenso patrimonio artistico e da loro possiamo solo imparare, da tutto ed anche dal sapiente espediente del “mettere a fuoco”.

Adesso che vi ho rivelato anche questo… cosa ne dite guardando il vostro ritratto?

Foto del quadro finito


Articolo realizzato il collaborazione con l’artista Carlo Monopoli e Winsor&Newton.
A Carlo vanno i credits per la realizzazione delle foto, per l’idea dell’articolo e per il dipinto.

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/carlomonopoli_artist/

Articolo scritto da:

Fondatore del progetto MomArte, appassionato di pittura e Belle Arti a 360 gradi, completamente autodidatta e felice di essere un "eterno studente" (d'altronde non si finisce mai di imparare, no?). Amo scrivere articoli dove parlo delle tecniche pittoriche e dei materiali per dipingere. Se hai qualche domanda scrivimi e sarò felice di risponderti, oppure scopri di più su di noi!

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