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Cos’è la linoleografia

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Alzi la mano chi sa cos’è la linoleografia! Molte strade potrebbero averti spinto su questo articolo. Forse hai deciso di riscoprire la tecnica della linoleografia sull’onda dei ricordi dell’infanzia: molti di noi hanno infatti sperimentato la linoleografia durante le scuole elementari o durante le scuole medie.

Oggi vedremo cos’è la linoleografia e come è possibile stampare i nostri disegni attraverso questa tecnica. Vogliamo però partire da un presupposto ben chiaro: la linoleografia non è in nessun modo una tecnica “semplice” o “semplificata” pensata per i bambini. Non si tratta di un sostituto della xilografia, quanto invece di una sua evoluzione moderna e separata, di una tecnica a sé stante che può regalare grandi soddisfazioni, soprattutto per chi ha la voglia e la pazienza di sperimentare un po’. Non è un caso se la linoleografia è stata utilizzata spesso da artisti del calibro di Henri Matisse e di Pablo Picasso!

Che cos’è la linoleografia?

Vediamo quindi cos’è nel concreto la linoleografia. Sopra si è detto che non è un sostituto della xilografia: potrebbe essere vista invece come una sua evoluzione moderna. Come sappiamo tutti infatti la xilografia si basa sulla lavorazione “a togliere” di una superficie di legno, che viene successivamente inchiostrata e usata come un grande timbro per stampare il disegno su carta o su stoffa.

La linoleografia funziona in modo del tutto simile, senonché, al posto del legno, abbiamo il linoleum. E i vantaggi non sono difficili da individuare. Se il legno può essere duro e difficile da scavare, il linoleum è invece più morbido, pur senza essere troppo cedevole; se il legno è poco omogeneo, presentando nodi, consistenze diverse e imperfezioni, il linoleum è liscio e perfettamente omogeneo.

Cos’è il linoleum

Prima di vedere qual è stata la storia della linoleografia, vale la pena soffermarsi brevemente sulla natura del linoleum. Si tratta come è noto di un composto utilizzato soprattutto per rivestire dei pavimenti. Spesso confuso erroneamente con i pavimenti vinilici o in gomma, il linoleum è un composto riciclabile e resiliente, che viene realizzato a partire da delle materie prime di origine naturale. Si parla infatti di olio di lino o di altri oli naturali, di farina di legno, di farina di sughero e di un tessuto di juta.

Oggi, va detto, gli artisti tendono a utilizzare per la linoleografia delle apposite lastre di linoleum pensate per la stampa artistica, senza quindi più utilizzare i composti pensati per l’arredo, i quali risultano più difficili da lavorare, essendo più duri (avere delle linee precise in quel caso sarà meno semplice e più faticoso).

La storia della linoleografia

Quando si è iniziato a usare la tecnica della linoleografia? Come anticipato, possiamo parlare di un’evoluzione moderna della xilografia. Non poteva essere altrimenti: il linoleum, come l’abbiamo descritto qui sopra, è infatti stato inventato da Frederick Walton a metà Ottocento.

Il brevetto, più nel dettaglio, venne rilasciato nel 1860. Per i primi decenni l’utilizzo di questo composto su juta fu solo e unicamente quello relativo alla pavimentazione, mentre negli ultimi anni dell’Ottocento si iniziò a usare il linoleum anche per rivestire le pareti, come una peculiare carta da parati.

Per vedere dei primi usi artistici del linoleum, e quindi le prime matrici usate in luogo delle classiche lastre di legno, è necessario mettersi a cavallo tra Ottocento e Novecento, tra gli Stati Uniti, l’Austria e la Germania. I primi a cimentarsi con questa tecnica furono artisti alla ricerca di un’alternativa più economica e meno complessa rispetto alla xilografia. In un secondo momento, la linoleografia ebbe una forte spinta in avanti in Gran Bretagna, per via soprattutto degli insegnamenti di Claude Flight presso la Grosvenor School of Modern Art di Londra.

Oggi sappiamo che molti grandi artisti usarono questa tecnica per riprodurre i propri disegni. Pensiamo agli espressionisti tedeschi come Erich Heckel o Gabriele Münter, oppure ai russi Vasily Kandinsky e Aleksandr Michajlovič Rodčenko, nonché ai già nominati Matisse e Picasso.

Il materiale necessario per la linoleografia

Cosa è necessario avere a disposizione per sperimentare la linoleografia a casa? Vediamo tutto quello che devi procurarti: in realtà, trattandosi di una tecnica effettivamente povera, nata anche per effettuare delle stampe artistiche spendendo meno di quanto fatto con la xilografia, è possibile approcciarsi alla linoleografia con una spesa molto ridotta.

La matita

Come sappiamo, la matita da disegno non manca praticamente mai, qualsiasi sia la tecnica artistica scelta. Consigliamo quindi di assicurarsi di avere quindi una matita di grafite, meglio ancora se con temperino e gomma da cancellare, per disegnare la bozza su un foglio di carta e per riportare poi il tutto sulla lastra di linoleum.

Le sgorbie

Sono loro i principali strumenti di chi si cimenta con la linoleografia. Parliamo di sgorbie con lame affilate e tendenzialmente corte, con forme diverse. Esistono le sgorbie a lama dritta, concettualmente simili a un coltello, le quali servono per tracciare le linee del disegno; e ci sono poi le sgorbie da ingrosso, con lama ricurva, che servono a “togliere” il linoleum di troppo.

Va detto peraltro che chi vuole spendere meno e soprattutto avere meno ingombro può optare, anziché per l’acquisto di diverse sgorbie, per l’acquisto di diversi pennini da incisione, da innestare su un medesimo manico in legno. Il kit professionale per linoleografia di Daler Rowney, per esempio, presenta 4 diversi pennini e un comodo manico di legno a forma di pera, pensato appositamente per incidere le tavole in linoleum.

Lastre di linoleum

Ovviamente non può mancare il supporto chiave per questa tecnica. Come abbiamo già visto sopra, al linoleum da pavimenti si preferiscono sempre di più le lastre per linoleografia, pensate quindi appositamente per essere intagliate dagli artisti.

Esistono diversi formati, tra i quali scegliere in base alla dimensione del disegno che si vuole stampare. Va detto, peraltro, che puntare su delle lastre professionali per la linoleografia può essere un ottimo investimento, soprattutto pensando a delle matrici che si vorranno utilizzare più volte nel tempo (lavandole di volta in volta per eliminare l’inchiostro in eccesso).

Rullo per stendere colore

Una volta intagliata, come vedremo tra poco, la lastra di linoleum va inchiostrata, così da fare in modo che le parti non asportate possano trasferire il colore sulla carta o sulla stoffa finale. Come fare per stendere il colore in modo omogeneo, senza però sprecarne? Il modo più efficace è quello che prevede l’utilizzo di un rullo da linoleografia, attraverso il quale stendere in modo impeccabile e veloce il colore.

Poter usare un rullo professionale permette di sprecare meno inchiostro, di avere una matrice efficace fin dalla prima copia e di non temere l’asciugatura precoce dell’inchiostro a causa del dilungarsi delle operazioni di stesura!

Gli inchiostri

Per stampare con la linoleografia è ovviamente necessario avere degli inchiostri colorati da stendere sulla nostra matrice una volta intagliata e rifinita. Va detto che, in linea di massima, è possibile usare anche dei colori a tempera o altri prodotti coloranti a uso artistico, ma è bene sottolineare che per avere una buona resa sarebbe sempre meglio usare dell’inchiostro professionale per linoleografia, a base di acqua, contraddistinto da alti livelli di copertura e di uniformità.

Carta, cartoncino o stoffa per stampare

Stiamo parlando del supporto finale, ovvero la superficie che riceverà la stampa e che diventerà così la nostra opera d’arte. Come abbiamo visto può essere piccola o grande, in base ai nostri obiettivi e ovviamente in base alla grandezza della matrice.

Possiamo scegliere tra un semplice foglio di carta pensato per gli inchiostri, un cartoncino o persino una stoffa. Una cosa è certa: la linoleografia dà il suo meglio su della carta con una buona grammatura e leggermente ruvida, non perfettamente liscia, a uso artistico.

L’ispirazione

Infine, o meglio, all’inizio, avrai bisogno dell’ispirazione, del disegno da riportare sulla tua matrice di linoleum. Potrai scegliere qualsiasi cosa, a patto che non ci sia una presenza eccessiva di dettagli – soprattutto per i tuoi primi esperimenti. Il nostro consiglio è quello di partire da qualcosa di piccolo e semplice, come un tuo disegno abbozzato o un dettaglio “rubato” da un’opera altrui.

Come stampare con la linoleografia

Vediamo ora come stampare con la linoleografia, usando tutti gli strumenti che abbiamo visto sopra, passo dopo passo. Ma prima, un avvertimento per evitare errori clamorosi!

La linoleografia “ribalta” il nostro disegno

Chi ha già avuto a che fare con altre tecniche di stampa artistica, come per esempio la xilografia, lo sa molto bene: la stampa del nostro disegno viene fatta a rovescio. Questa è una seconda difficoltà che si somma alla prima, ovvero al fatto che noi andiamo a “scavare” tutto quello che vogliamo che non compaia sulla nostra stampa finale, lavorando quindi per creare un negativo.

Nella maggior parte dei casi, va detto, il ribaltamento o lo specchiamento del nostro disegno originale non porta a veri e propri problemi. Le cose cambiano invece quando nel nostro disegno sono presenti lettere o numeri: in quel caso sarà bene pensare attentamente a come deve essere la nostra matrice affinché numeri e lettere vengano riportati nella direzione corretta.

La preparazione della matrice per la linoleografia

Iniziamo con la parte più semplice, la parte che chi ha già una certa dimestichezza con il disegno non avrà certo difficoltà nel compiere. Dobbiamo infatti riportare il disegno a matita sulla matrice. Partendo da un disegno già fatto da noi, o da una stampa, o da un ritaglio da un giornale, potremmo persino pensare di usare della carta copiativa.

L’obiettivo in ogni caso è quello di avere un calco fedele di quello che vogliamo stampare sulla nostra lastra per linoleografia, facendo attenzione a non riportare troppi dettagli. Non dobbiamo dimenticare infatti che poi il nostro compito sarà quello di scavare tutte le parti tra una linea e l’altra. Si tratta di un lavoro potenzialmente lungo, che diventa più lungo e difficile con il moltiplicarsi dei particolari grafici.

Va peraltro detto che ci possono essere due approcci differenti, ovvero quello di andare a scavare gli spazi tra una linea e l’altra (così da avere di fatto uno sfondo non inchiostrato, di colore bianco o del colore della nostra superficie di stampa) o di andare al contrario a scavare le linee e i dettagli del disegno stesso (così da avere uno sfondo inchiostrato).

Un aiuto, soprattutto per i principianti, potrebbe essere quello di andare a colorare sulla matrice con un pennarello tutto quello che dovremo “lasciare” sulla piastra, lasciando invece bianchi gli spazi che dovremo andare ad asportare con le nostre sgorbie.

L’incisione

Quando tutto sarà pronto, possiamo passare all’azione, utilizzando per prima cosa la nostra sgorbia a lama dritta, a coltello, per definire le linee del disegno. Questo passaggio deve essere fatto in sicurezza: una mano usa la sgorbia, l’altra deve mantenere ferma la piastra, restando sempre ben lontana dalla lama e dal suo avanzamento. Di certo scavare una superficie morbida come il linoleum è meno rischioso dell’intagliare il legno, ma parliamo pur sempre di lame affilate!

Una volta “tagliate” tutte le linee, si prenderà la lama da sgrosso, per andare a eliminare pazientemente tutto il linoleum esterno alle parti che dovranno essere stampate: l’obiettivo qui è “abbassare” la superficie in modo che non venga inchiostrata, e che non entri successivamente in contatto con la nostra superficie da stampare. Ricorda: è sempre possibile tornare sui propri passi per togliere qualcosina in più con una sgorbia, ma non è mai possibile rimettere al suo posto qualcosa che è stato tolto!

Una volta incisa tutta la piastra dove necessario, puliamola con cura, in modo da eliminare residui e individuare immediatamente eventuali dimenticanze.

Inchiostrare e stampare

A questo punto la matrice è pronta per essere utilizzata per la stampa. Per prima cosa iniziamo a preparare l’inchiostro, per poi intingere il rullo da linoleografia e farlo scorrere più volte su una superficie piana e omogenea (tipicamente un vetro) così da far aderire per bene l’inchiostro sul rullo, senza avere grumi o simili.

A questo punto è possibile finalmente inchiostrare la nostra matrice, stando attenti a non dimenticare nemmeno un’area esposta. L’ideale è continuare a rollare fino a quando l’inchiostro depositato sulla matrice raggiungerà un aspetto vellutato, che è poi quello che permette di dare alla stampa linoleografica la sua tipica e affascinante texture.

Il prossimo passaggio deve essere rapido, senza perdite di tempo: procediamo con la stampa! È possibile muovere direttamente una matrice piccola su un foglio di carta posizionato orizzontalmente, e poi esercitare una pressione uniforme in modo da permettere al “timbro” di lasciare la sua impronta.

Nel caso di matrici molto grandi potrebbe invece essere il caso di lasciare immobile la matrice sul nostro piano di lavoro e posizionare sopra di essa il foglio di carta, per poi andare a praticare pressione – senza muovere il foglio – usando un mattarello o per esempio una bottiglia di vetro.

Ora non resta che scoprire la nostra stampa, per vedere il risultato del nostro lavoro!

Stampa a più colori: linoleografia a forma persa

Abbiamo quindi visto come effettuare una stampa artistica con la linoleografia. E se volessimo invece una stampa a più colori? In quel caso è necessario seguire un iter più complesso, sapendo fin da subito quali saranno i passaggi successivi, con una pianificazione attenta. Andremo quindi a intagliare la nostra matrice, come fatto sopra, a inchiostrarla e ad applicarla sul nostro foglio con l’inchiostro scelto (per esempio un blu).

Successivamente, andremo a lavare la nostra matrice, per poi inciderla nuovamente, togliendo quelle parti che vogliamo mantenere in blu. Potremo a questo punto applicare il secondo colore (per esempio un rosso) così da avere delle aree colorate con questa tinta. È possibile procedere in questo modo praticamente all’infinito, andando a sottrarre di volta in volta ulteriori parti di matrice, per poi inchiostrare, stampare, lavare e tornare a intagliare.

Lo svantaggio è ovviamente che, così facendo, la matrice non potrà essere utilizzata per riprodurre quel disegno, andando di fatto perduta al termine dell’opera: non è un caso se questa peculiare tecnica venga chiamata linoleografia a forma persa. Tra i suoi più famosi utilizzatori vi fu Picasso, che sperimentò per anni la stampa linoleografica a più colori!

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Articolo scritto da:

Federico è appassionato di scrittura, di arte e di sport. Su MomArte si occupa della realizzazione degli articoli e dei rapporti con gli Artisti con cui collaboriamo!

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