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Il mercato dell’arte: un’introduzione alle figure chiave

  • View Larger Image Il mercato dell'arte: come funziona?

E così vuoi promuovere e vendere le tue opere d’arte, i tuoi lavori migliori.

Forse vuoi diventare un artista a tempo pieno, oppure magari non aspiri a tanto, e vuoi solamente remunerare il tuo hobby, in modo da coprire le spese per l’acquisto di pennelli, colori, tele e matite.

Quando però pensi al mercato dell’arte, questo ti appare come qualcosa di esclusivo e riservato a pochi.
In questo articolo ti spiegherò la storia del mercato dell’arte moderno e quali sono le figure chiave da conoscere per capirne il funzionamento.

Scopri come funziona il mercato dell’arte

Come abbiamo visto qualche tempo fa , nel terzo Millennio è possibile promuovere le proprie opere d’arte anche all’infuori dei canali tradizionali, senza dunque entrare per forza in contatto con delle gallerie.

Un sito web ben concepito, delle pagine sui social media ben gestite, e si possono avere buone possibilità di far arrivare i propri lavori sotto il naso di qualche potenziale cliente.

Certo, non è facile, e proprio per questo motivo abbiamo deciso di confezionare anche una speciale guida al social media marketing per artisti, di modo da muoversi nel modo giusto su Facebook, su Instagram, su Pinterest e sulle piattaforme specializzate per artisti.

Non c’è però dubbio: nonostante gli strumenti messi a nostra disposizione dal web, sarebbe senz’altro meglio affiancare alla promozione online dei propri lavori anche qualche tentativo sul versante del mercato dell’arte classico. Ma di cosa si parla quando si usano queste parole?

Cos’è, insomma, il mercato dell’arte, e quali sono le figure chiave che lo compongono – e con le quali un artista dovrebbe interfacciarsi?

Vediamolo insieme!

Come è nato il moderno mercato dell’arte

È ancora un po’ presto per avere le cifre precise sul mercato dell’arte del 2019. Guardando alle indagini uscite l’anno scorso, però, sappiamo che il valore del mercato globale del 2018 era di 67,4 miliardi di dollari (la fonte è uno studio di Claire McAndrew, fondatrice di Arts Economics, realizzato per Art Basel & UBS). Insomma, il mercato dell’arte è una cosa davvero enorme.

Ma come si è formato un simile ‘monstre’?
Ebbene, il mercato dell’arte è senza ombra di dubbio una creatura tutta moderna.

Prima c’era l’accademia

Fino alla seconda metà dell’Ottocento, infatti, a fare bello e il brutto tempo nel mondo dell’arte non era il pubblico, il quale anzi non era praticamente contemplato. No, a contare era solo e unicamente l’Accademia, la quale poteva portare al successo un artista o, più semplicemente, lasciarlo confinato all’infuori delle sue mura.

Fu proprio l’eccessiva rigidità di questa istituzione a spingere gli artisti a cercare un altro modo per vivere d’arte, e quindi un’altra via per la consacrazione artistica. Se prima infatti per arrivare sul ‘mercato’ un’opera artistica doveva essere apprezzata dall’Accademia, nell’epoca moderna questo passaggio diventa inutile.

Ma come è stato possibile questo cambiamento?

La rivoluzione del Salon des Réfusés

Ebbene, possiamo far coincidere la nascita del mercato dell’arte moderno con la prima edizione del Salon des Réfusés, che si tenne nel 1863, al fine di accogliere gli artisti rifiutati dall’Accademia e quindi dal Salon ufficiale. A promuovere questo evento speciale fu nientepopodimeno che Napoleone III e fu lì, in occasione della prima edizione, che Edouard Manet presentò al pubblico “Le déjeuner sur l’herbe”.

Dipinto Le déjeuner sur l'herbe di Édouard Manet

L’opera, il ritratto di una colazione sull’erba con coloro a olio, era stata bocciata dall’Accademia, ma incontrò l’apprezzamento generale di chi era alla ricerca di qualcosa di nuovo.

E fu proprio intorno a Manet che nacque il gruppo degli impressionisti, i quali nel 1874 organizzarono la prima mostra, dedicata per l’appunto a questa nuova corrente artistica. La mostra, eversiva e fortemente moderna, con opere in grado di sconvolgere la critica del tempo, fece parlare di sé: da lì al 1880 gli impressionisti organizzarono ben 8 mostre, le quali costituirono il nucleo iniziale di una rete che, allargandosi ben oltre i confini francesi, determinò il successo culturale – ed economico – dell’Impressionismo.

Una nuova collaborazione tra artisti, collezionisti e critici

Questo successo fu possibile grazie all’ambizione e alle doti degli artisti, ovviamente, ma anche grazie al supporto e alla partecipazione di collezionisti con interessi d’avanguardia, di critici innovatori e di mercanti, primo fra tutti Paul Durand Ruel, visto da molti come il vero inventore del nuovo lato ‘economico’ dell’arte.

Il mercato dell’arte moderno, insomma, nasce nel momento in cui l’Accademia fa forzatamente un passo indietro. Ma chi sono le figure chiave di questo mondo, al giorno d’oggi?

Le figure chiave del mercato dell’arte

Da chi è formato il mercato dell’arte?
Da una parte, ovviamente, c’è l’artista. Dall’altra c’è il pubblico, in mezzo al quale si annidano i potenziali acquirenti.

Tra questi due poli si inseriscono altre figure, che in un modo o nell’altro diventano dei mediatori: prima di fare il primo passo all’interno del mercato dell’arte è quindi bene conoscere con esattezza i ruoli di ognuno e le differenze tra una figura e l’altra.

Il critico d’arte

Da sempre le opere artistiche sono state oggetto di giudizi di valore. Ma non sempre il pubblico è in grado di capire la narrazione proposta dall’artista.

Ecco quindi che subentra la rispettata e temuta figura del critico d’arte.
La sua funzione è quella di aiutare la comprensione di opere di valore, e può essere visto come il vero e proprio mediatore principale tra artista e pubblico.

Indispensabile quando si tratta di nuove correnti, il critico è in realtà molto utile anche quando si ha che fare con opere apparentemente ‘facili’, che però nascondono simboli, aneddoti o virtuosismi tecnici che il pubblico – e quindi il potenziale acquirente – non potrebbe afferrare.

Ne risulta quindi che il critico d’arte, ancora prima di essere temuto, deve essere visto come un ipotetico alleato dell’artista: entrare in contatto con un critico d’arte dalla sensibilità affine, dunque, può essere un buon trampolino di lancio per un artista che desidera promuovere la propria opera.

Il curatore

Altra figura importante del mercato dell’arte è il curatore, ovvero il professionista che ha il compito di organizzare, progettare e gestire mostre, esposizioni e allestimenti.

É un professionista molto versatile, che può lavorare per musei, per gallerie e per fondazioni culturali, ed è lui a promuovere le opere che – a suo avviso – possono avere successo in quel determinato momento. Si tratta quindi di una figura centrale per entrare nel mercato dell’arte.

La galleria

Ecco il luogo in cui tutti gli artisti – o quasi – vorrebbero arrivare. Di per sé, la galleria non ha bisogno di presentazioni.

Può essere pubblica o privata, può presentare le opere di un artista singolo o di un gruppo di artisti simili o vicini, e può determinare la notorietà e la fama di un artista.

Se è vero che la galleria è un elemento chiave per l’artista che vuole emergere, è altrettanto vero che non bisogna contattare delle gallerie a caso: bisogna invece presentarsi alle gallerie che, in base alle esposizioni precedenti, si mostrano maggiormente affini al proprio modo di vedere l’arte.

La casa d’asta

Infine c’è la casa d’asta.

In molti potrebbero stupirsi di vedere questo soggetto qui, in un articolo dedicato agli artisti emergenti. Le case d’asta non si occupano della vendita di opere già presenti da parecchio tempo sul mercato dell’arte, e nello specifico già acquistate in passato da altri collezionisti?

Sì, ma non solo, perlomeno non negli ultimi anni. Molte case d’asta si sono infatti aperte anche agli artisti giovani e di buone speranze, che intendono mettere sul mercato i propri lavoro.

Difficile – se non impossibile – che una d’asta accetti l’opera di un artista ancora sconosciuto a più.

Come posso vendere le mie opere o promuovermi se sono agli inizi?

Forse ti starai chiedendo: “è questo l’unico modo per vendere le mie opere? Sono obbligato a rientrare in questo circuito?”


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Assolutamente no, soprattutto al giorno d’oggi.
Esistono altri modi per promuoversi e per raggiungere un pubblico di persone potenzialmente interessate alle nostre opere e ci riferiamo naturalmente alle potenzialità offerte da internet.

Se vuoi saperne di più perchè non leggi il nostro articolo dove ti diamo 5 consigli per promuovere la tua arte o la guida in cui spieghiamo alcuni modi per vendere le tue opere online?

Fammi sapere cosa ne pensi!

Articolo scritto da:

Fondatore del progetto MomArte, appassionato di pittura e Belle Arti a 360 gradi, completamente autodidatta e felice di essere un "eterno studente" (d'altronde non si finisce mai di imparare, no?). Amo scrivere articoli dove parlo delle tecniche pittoriche e dei materiali per dipingere. Se hai qualche domanda scrivimi e sarò felice di risponderti, oppure scopri di più su di noi!

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