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Come sono fatte le matite colorate?

  • View Larger Image Matite colorate su sfondo bianco

Come sono fatte le matite colorate? Ecco una domanda da un milione di dollari.

E non perché nelle nostre e vostre matite colorate ci siano degli ingredienti segreti o simili.

Certo, solo gli esperti riescono effettivamente a capire nel dettaglio quali sono i pigmenti che compongono nello specifico la mina una matita colorata. Ma non è questo il punto: “come sono fatte le matite colorate” è una domanda da un milione di dollari perché non sono per nulla molte le persone che sanno come sono realizzate e da cosa sono composte queste matite.

Quasi tutti, invece, sappiamo grossomodo come sono fatte – e quindi cosa contengono – le matite in grafite, quelle classiche, non colorate.
In effetti – come vedremo meglio tra poco – le matite colorate potrebbero essere intese come una particolare evoluzione delle matite semplici, in grafite, da disegno.

Come sapete esistono matite colorate di diverso tipo, che variano per formati, per materiali, per utilizzi e ovviamente per marchi: matite Caran d’Ache, matite colorate Winsor&Newton, matite Derwent, matite Faber Castell, matite Lyra, Cretacolor e via dicendo. Con questo post ti vogliamo dare tutte le informazioni necessarie per scegliere le più adatte matite colorate per i tuoi disegni a partire dalla loro composizione!



La storia delle matite

Per capire come sono fatte le matite colorate, e come siamo arrivati a realizzare e a utilizzare questi particolari accessori da disegno, facciamo un passo indietro.

Non è poi tanto, in effetti, che l’uomo utilizza delle matite colorate. Per secoli e secoli, per disegnare e scrivere, non si sono usate matite, né tanto meno penne o pennarelli.

Gli egizi tracciavano ideogrammi, lettere, linee e forme con degli accessori di piombo, e così fecero gli intellettuali e gli artisti per molti secoli, usando tutt’al più dei carboncini per variare. Ancora nel Trecento, per dire, gli artisti europei tracciavano schizzi con bastoncini di piombo, zinco o argento.

La nascita della matita in grafite

Solo a partire dal sedicesimo Secolo fece il suo ingresso la matita a grafite: questo materiale era stato trovato ai piedi dei colli di Borrowdale, nel nord dell’Inghilterra, e qualcuno ebbe la fortunata idea di racchiuderlo all’interno dei piccoli involucri di legno, per non sporcarsi le mani durante l’utilizzo. La matita da disegno in grafite nacque quindi tra il 1560 e il 1570, con una diffusione piuttosto veloce, tanto che nel secolo successivo la matita era praticamente un patrimonio comune.

Nel corso del Settecento, Nicolas-Jacques Conté miscelò la polvere di grafite con l’argilla, e da allora si iniziò a produrre matite con una mina più dura (meno argilla) o più morbida (più argilla). E le matite colorate? Ebbene, dalle matite in legno le matite colorate prendono di fatto solo la struttura lignea e, se così vogliamo dire, l’idea: come scopriremo tra poco, si tratta infatti di mine del tutto differenti.

Le parti che compongono una matita colorata

Ecco il primo punto da ricordare: le matite colorate, al proprio interno, non hanno alcuna traccia di grafite.

Sono 4, di fatto, gli elementi che compongono una matita colorata: l’involucro in legno, il pigmento colorato, i leganti e gli estensori. Ma come vengono composti questi materiali a formare la matita? E quali fattori possono intervenire a rendere più o meno efficace questo accessorio da disegno?

Vediamo come sono fatte la matite colorate, analizzando ogni singolo elemento!

L’involucro di legno

Partiamo dalla parte più semplice: l’involucro di legno, come abbiamo visto, è l’unica parte che una matita colorata ha in comune con una matita da disegno in grafite.

In commercio, come del resto del nostro e-commerce, esistono matite colorate con fusto tondo o squadrato, colorate dello stesso colore della mina o del colore del legno, naturali. Va sottolineato, però, che non è detto che in futuro le matite colorate continueranno a essere sempre racchiuse nel legno.

Anzi, già adesso alcuni marchi propongono delle matite con fusto sintetico, senza legno, mentre altre, più cauti, hanno optato per legno riciclato oppure, più spesso, per del legno proveniente da piantagioni sostenibili.

I pigmenti delle matite colorate

Veniamo all’elemento che davvero caratterizza le matite colorate: parliamo, ovviamente, dei pigmenti colorati.

Sono loro a rendere speciali le matite colorate, sono loro a differenziarle una dall’altra, e sono loro, di fatto, a definire la qualità delle differenti matite dei diversi brand.

Bisogna sottolineare una cosa: esistono un’infinità di pigmenti colorati. Un tempo, quando gli artisti, per preparare i loro colori, usavano solamente i pigmenti individuabili in natura – o poco più – la gamma era decisamente più ristretta. Il carbone per il nero, l’avorio per il bianco, la rubrica o la sinopia per il rosso, l’orpimento per il giallo, la malachite per il verde e via dicendo.

Oggi i fabbricanti di matite colorate possono contare su una gamma molto più ampia, tanto che i singoli pigmenti sono individuati non più da nomi, quanto invece da sigle.

Quali pigmenti vengono usati per produrre le matite colorate?

Sono i pigmenti colorati utilizzati, in ogni modo, a definire la qualità delle matite colorate. In due modi: a mutare il risultato finale è la quantità di pigmenti utilizzati nonché la loro qualità. Una matita colorata con un’alta dose di pigmenti avrà per esempio un colore più intenso e vibrante; una matita colorata con dei pigmenti di scarsa qualità avrà un livello mediocre di solidità alla luce minore, e dunque non sarà adatta per delle opere destinate a durare nel tempo.

Da semplici consumatore non è facile capire quali pigmenti compongono le differenti matite. Alcuni brand, però, vengono incontro ai disegnatori: è l’esempio della mitica azienda Caran d’Ache, che produce matite di alta qualità.

Il marchio mette infatti a disposizione la composizione di ogni singola matita. Scrutando le documentazioni delle famose Caran d’Ache Luminance si scopre per esempio che la matita 066 LFII Sanguigno naturale contiene unicamente il pigmento Pr101; la matita 220 LFI Verde prato, invece, contiene ben 3 pigmenti, ovvero Py1, Py3 e Pg7; e ancora, la matita 130 LFI Blu ultramarino contiene il solo pigmento Pb29.

Sapere quali pigmenti sono presenti all’interno della matita colorata che utilizziamo ci può essere utile per trovare altre matite che condividono la stessa esatta composizione, o che presentano magari un pigmento uguale. Esplorando sulla documentazione Caran d’Ache si scopre per esempio che il Verde ocra, il Giallo ocra e la Terra di Siena condividono il medesimo pigmento Py42, così da poter mixare in modo armonioso i colori.

I leganti ed estensori

Infine, ci sono i leganti e gli estensori. I pigmenti, infatti, non possono avere una forma solida, se presi autonomamente.

Ecco allora che arrivano i leganti e gli estensori; questi ultimi determinano la durezza o la morbidezza della mina. I leganti, da parte loro, mantengono i pigmenti insieme in modo omogeneo.

Tra i leganti maggior mente utilizzati per la matite colorate dobbiamo citare la cera.
La maggior parte delle matite in commercio sono “a base di cera“, come si usa dire. Questo significa che il composto utilizzato come legante e che viene utilizzato per legare i pigmenti, è formato prevalentemente da sostanze cerose.

Esistono poi le matite a base d’olio, come le Derwent Lightfast. In questo caso si dice comunemente che il legante principale sia l’olio, seppur anch’esse contengono una minima parte di cera. L’utilizzo di solo olio infatti renderebbe la mina troppo molle e sarebbe impossibile usarle.

Per le matite pastello, come ad esempio le Pastel Pencils Caran d’Ache, vengono utilizzati degli speciali leganti che permettono di conservare la natura secca ed asciutta della mina. Si tratta di leganti molto simili, se non identici, a quelli utilizzati per i pastelli secchi.



Articolo scritto da:

Fondatore del progetto MomArte, appassionato di pittura e Belle Arti a 360 gradi, completamente autodidatta e felice di essere un "eterno studente" (d'altronde non si finisce mai di imparare, no?). Amo scrivere articoli dove parlo delle tecniche pittoriche e dei materiali per dipingere. Se hai qualche domanda scrivimi e sarò felice di risponderti, oppure scopri di più su di noi!

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