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Cosa serve per dipingere con i colori ad olio?

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Sono ancora tanti, oggigiorno, i novelli artisti che si imbattono nella scelta fatale senza sapersi decidere: colori ad olio o acrilici?

Da una parte, la storia stessa della pittura, con quelle stesse tinte utilizzate da Leonardo Da Vinci per la Gioconda o per la Vergine delle rocce. Dall’altra, la modernità, i polimeri e le resine artificiali, frutto ancora giovane del ventesimo secolo.

In questo articolo, parteggeremo per la prima ipotesi, ovvero per i colori ad olio: spiegheremo brevemente la loro origine e la loro storia, delineeremo le loro caratteristiche principali, i vantaggi e gli svantaggi, e aiuteremo gli artisti, fornendo tutte tutte le indicazioni e gli strumenti necessari per iniziare ad affacciarsi al fantastico mondo dei colori ad olio. Quindi, cosa serve per dipingere con i colori ad olio? Scopriamolo insieme!

Quali colori servono per dipingere ad olio?

Quando si parla di pittura ad olio, non si può non partire con i colori, principali protagonisti di ogni opera realizzata con questa tecnica. In questo paragrafo spiegheremo la composizione di questi colori, parleremo dei loro vantaggi e svantaggi e forniremo qualche consiglio per chi è alle prime armi.

La composizione dei colori ad olio

La prima cosa da specificare quando si parla della composizione dei colori ad olio è che, al loro interno, è possibile trovare fondamentalmente 2 elementi: i pigmenti e il legante.

Il pigmento contribuisce a fornire al colore la sua tonalità. Come abbiamo già visto in un articolo interamente dedicato ai pigmenti, essi possono essere di diverse tipologie: inorganici, organici, naturali o sintetici. La qualità di un colore viene spesso determinata dalla qualità del pigmento presente al suo interno, più sarà pregiato e maggiore sarà il prezzo del tubetto.

Il secondo elemento è il legante, all’interno dei colori ad olio il legante è costituito proprio da olio. Generalmente viene utilizzato olio di lino, in rari casi anche olio di noce e olio di papavero. Ma non solo, esiste infatti un prodotto particolare, l’Olio Mussini, che al suo interno presenta come legante la Resina Damar. Essa affianca gli oli nello svolgimento della funzione di legante e rende questi colori unici e super pregiati.

I vantaggi e gli svantaggi dei colori ad olio

Bene, abbiamo visto qual è la composizione dei colori ad olio, Ma quali sono le peculiarità che ci spingono ad abbracciare questa tecnica piuttosto che altre, e quali sono, invece, le caratteristiche che intimoriscono altri pittori, così da spingerli tra le braccia di altre tecniche?

Ebbene, i colori ad olio richiedono una certa esperienza prima di essere utilizzati in modo soddisfacente e piacevole: dalla fase di diluizione in poi, ogni singolo passo richiede una certa maestria. Questa tecnica offre tantissime possibilità: si possono raggiungere sfumature ed effetti complessi altrimenti irraggiungibili, ma bisogna prestare molta attenzione ai tempi di asciugatura particolarmente lunghi. Durante il loro utilizzo bisogna essere particolarmente ordinati e puliti, questo per evitare di sporcare non solo l’ambiente di lavoro, ma anche i vestiti!

Insomma, questa è una tecnica molto particolare, in grado di regalare grandissime soddisfazioni all’artista ma, allo stesso tempo, richiede un po’ di pratica ed esperienza. Siamo certi che con un inizio graduale e con una continua pratica, sarai in grado di realizzare opere fantastiche.

Con quali colori iniziare?

Come avrai già avuto modo di sperimentare con le altre tecniche, non tutti i colori ad olio presentano le stesse caratteristiche. Esistono prodotti top di gamma, il cui prezzo è leggermente più elevato, pensati per artisti esperti e ormai affini a questa tecnica; ma esistono anche prodotti di un livello leggermente più basso, che garantiscono un eccellente rapporto qualità/prezzo e perfetti per gli artisti che si affacciano per la prima volta a questo mondo.

Il consiglio è quello di non acquistare inizialmente un set contenente un numero elevato di colori, sarebbe meglio concentrarsi su un piccolo set oppure su qualche tubetto di colore sfuso. Una volta acquisita maggior esperienza e confidenza, potrai lanciarti nell’acquisto di un set da numerosi colori.

Nella sezione dedicata ai colori ad olio, subito potrai notare come ogni produttore offra diverse linee di prodotto, contraddistinte da qualità e prezzi diversi. Ovviamente tutti i colori partono da un ottimo standard di qualità, qualsiasi sia la tua scelta non rimarrai deluso.

I pennelli per la pittura ad olio, quali sono le loro caratteristiche?

Per dipingere con i pennelli ad olio, poi, non basta un solo pennello: per poter ricreare tutti gli effetti ricercati, è doveroso avere pennelli con forme e dimensioni diverse, nonché poter contare su una pennellessa, per preparare la tela e per stendere in modo agevole la vernice finale. In linea di massima, è possibile usare sia i pennelli in pelo di martora che i pennelli in setola, nonché i pennelli sintetici.

Tra quelli citati, i pennelli migliori per per questo tipo di pittura sono quelli contraddistinti da un filato in Martora Kolinsky. Questi pennelli sono caratterizzati da un pelo di altissima qualità, in grado di scorrere alla perfezione sul supporto e capace di trattenere un’elevata quantità di colore. La loro elevata elasticità e la morbidezza garantiscono la massima precisione, soprattutto per quanto riguarda la pittura ad olio.

Un altro filato molto utilizzato per la pittura ad olio, soprattutto per i particolari ed i dettagli, è quello in martora rossa. Sconsigliato invece è il pennello in pelo di Bue, che vengono invece prevalentemente utilizzati per la tempera e gli acrilici.

Parlando invece di pennelli sintetici, una valida alternativa possono essere i Professional Watercolour di Winsor&Newton, grazie ad uno sviluppo delle tecnologie e ad un eccellente lavoro svolto in laboratorio, sono riusciti a produrre pennelli in grado di assicurare all’artista performance molto vicine a quelli dei normali filati in Martora Kolinsky.

Quale è il supporto ideale per dipingere a olio?

Da sempre il supporto ideale per la pittura ad olio è la tela, ma in questo paragrafo scopriremo insieme che non è solo così, esiste anche una carta pensata e realizzata appositamente per i colori ad olio.

Carta o tela, quali sono le differenze?

Da sempre i più grandi artisti della pittura ad olio preferiscono utilizzare le tele, in particolare quelle di lino che, nonostante il costo elevato, offrono una trama estremamente fine e una tenuta eccezionale ai cambiamenti atmosferici. Molti artisti preferiscono virare su tele di cotone o misto cotone, esse rappresentano un buonissimo compromesso tra prezzo e qualità.

Oltre alle tele esistono degli album di carta pensati e realizzati appositamente per il colori ad olio. Il loro utilizzo viene privilegiato nel caso in cui si voglia realizzare degli schizzi preparatori, oppure nel caso in cui si voglia sperimentare. Essi sono indispensabili per prepararsi alla realizzazione vera e propria dell’opera sulla tela!

Le caratteristiche delle tele

Sulle pagine del nostro blog abbiamo già parlato delle tele da disegno e pensiamo sia interessante concentrarsi sulle varie tipologie che è possibile trovare in commercio.

Le migliori tele sono sicuramente quelle in lino. Esse sono caratterizzate da una trama molto fitta, perfetta per tutti quegli artisti che amano realizzare dei ritratti. La sua composizione le consente di resistere nel tempo, anche ai cambiamenti di umidità. Ovviamente il suo costo è leggermente più elevato rispetto alle altre.

Una seconda tipologia è costituita dalle tele in cotone. Anche esse si presentano con una trama molto fitta ed elevata resistenza.

Abbiamo poi le tele misto lino. Questa è una soluzione per chi è alla ricerca di un supporto simile al lino, ma non è intenzionato a spendere troppo.

E infine parliamo delle tele misto cotone. Stiamo parlando di un supporto costituito da un misto di fibre sintetiche, come per esempio nylon e poliestere, e cotone. Ovviamente, stiamo parlando di tele decisamente più economiche ma, allo stesso tempo, non dotate di un’elevata resistenza.

La carta per dipingere ad olio

La carta per la pittura ad olio presenta delle caratteristiche ben precise. Essa deve essere in grado di assorbire molto bene il colore, la sua composizione deve essere in cellulosa di primissima qualità, garantendo la realizzazione di dipinti soddisfacenti.

Il suo utilizzo è consigliato soprattutto per gli schizzi preparatori, il nostro consiglio è quello di provare ad utilizzare la carta per pittura ad Olio prodotta da Fabriano. Si tratta di carta telata da 300gr, priva di acidi e molto simile a supporti realizzati in lino.

I medium e gli ausiliari per la pittura a olio

Tratto distintivo di colori ad olio è la necessità di utilizzare particolari prodotti ausiliari, i quali vanno impiegati per diluire i colori e aumentare la capacità espressiva delle singole tinte. Tipicamente, dunque, nello studio di un pittore che adotta questa tecnica si possono individuare i canonici oli di lino, o di noci, o di papavero, nonché l’essenza di trementina. Si parla in questo caso degli oli classici, i quali vanno utilizzati seguendo la altrettanto classica regola del grasso sul magro: dapprima, dunque, si inizieranno a stendere i primi strati diluiti con la sola trementina, per poi andare ad aggiungere un po’ di grasso (ovvero i veri oli) al colore, così da poter passare agli altri strati.

Oltre agli oli di base esistono molti tipi di medium, diversi di caso in caso. Alcuni servono per dare maggiore brillantezza, altri per aumentare la fluidità del colore, altri ancora per avere un risultato più opaco. Il mondo della chimica, dunque, aiuta in moltissimi modi i pittori ad olio più esperti.

I colori ad olio possono essere diluiti?

Molti artisti ci pongono spesso questa domanda, e la risposta è sì i colori ad olio possono essere diluiti. Esistono diverse vie da percorrere per poter diluire i colori ad olio, in particolare si può utilizzare: la trementina, l’olio e l’olio di lino. Il procedimento non è troppo complicato, basterà mescolare la vernice con un po’ di trementina e con un po’ d’olio, così da regolare la viscosità e la resa del colore.

Abbiamo scritto un approfondimento molto interessante riguardo il come diluire i colori ad olio, ti consigliamo di dargli uno sguardo al seguente link.

Come posso pulire i miei pennelli dopo la pittura?

Pulire i pennelli dopo la pittura è un passaggio semplice ma allo stesso tempo fondamentale. Abbiamo trattato questo argomento sulle pagine del nostro blog e in questo paragrafo forniremo giusto un paio di consigli.

Noi di MomArte sconsigliamo l’utilizzo di solventi, essi sono molto aggressivi nei confronti del filato e, alla lunga, potrebbero portare i pennelli a perdere le loro proprietà, per esempio la loro forma originale.

Decisamente più consigliato è invece l’utilizzo di sapone per pennelli, come per esempio il Sapone Vegetale di Borciani e Bonazzi, oppure di detergenti inodori, ecologici e sicuri come per esempio il Detergente Oil Cleaner di Maimeri.

La storia della pittura ad olio

Esistono molte prove che dimostrano l’esistenza della pittura ad olio nei secoli precedenti al 1400: si pensi che i colori ad olio sono menzionati già da Marco Vitruvio Pollione, da Plinio il Vecchio e da Galeno. Indubbiamente, però, i pittori fiamminghi apportarono tante nuove migliorie, ed è a loro che va riconosciuto il merito di aver portato al centro della pittura i colori ad olio.

Chi già conosce le caratteristiche di questa tecnica pittorica non si può del resto stupire dell’entusiasmo con cui la descrive proprio il Vasari, il quale parla della pittura ad olio come di una tecnica che «accende più i colori, né altro bisogna che diligenza et amore, perché l’olio in sé si reca il colorito più morbido, più dolce e delicato e di unione e sfumata maniera più facile che li altri».
E gli elogi che il Vasari riserva alla pittura ad olio non si fermano qui, arrivando a dire che i pittori che adottano questa peculiare tecnica «spesso ci fanno parere di rilievo le loro figure e che ell’eschino della tavola, e massimamente quando elle sono continovate di buono disegno con invenzione e bella maniera». Insieme alle opere fiamminghe, i colori ad olio si diffusero in tutta Europa.

Nel nostro Paese le tinte ad olio erano già utilizzate con tecniche miste, ma i risultati erano ben lontani dall’essere paragonabili a quelli raggiunti nei Paesi Bassi. A portare in Italia i colori ad olio così come perfezionati dai fiamminghi fu Antonello da Messina, reduce proprio da un viaggio nelle Fiandre. Le sue opere fecero scalpore, e diedero il via ad una vera e propria rivoluzione: Venezia, Napoli, Urbino, Roma, una dopo l’altra le corti restarono soggiogate di fronte alla brillantezza e ai dettagli delle opere dipinte con i colori ad olio.

Articolo scritto da:

Fondatore del progetto MomArte, appassionato di pittura e Belle Arti a 360 gradi, completamente autodidatta e felice di essere un "eterno studente" (d'altronde non si finisce mai di imparare, no?). Amo scrivere articoli dove parlo delle tecniche pittoriche e dei materiali per dipingere. Se hai qualche domanda scrivimi e sarò felice di risponderti, oppure scopri di più su di noi!

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