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I colori per dipingere sono tossici?

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I colori per dipingere sono tossici?

Chissà cosa avrebbe risposto a questa domanda Tranquillo Cremona, pittore del secondo Ottocento italiano che sfumava i propri colori con le dita – colori tra i quali c’era l’amato e luminoso bianco – e che proprio per questo morì appena quarantenne. Ottenuto dal carbonato basico di piombo, questo colore ha esposto tantissimi artisti all’inalazione di tale metallo, incrementando le probabilità di andare incontro al saturnismo.

O ancora, chissà cosa avrebbe risposto Vincent van Gogh: in tanti pensano che a causare o quantomeno a velocizzare il decadimento del suo sistema nervoso sia stato il cromato di piombo contenuto nei gialli che troviamo nelle sue opere. Quello stesso cromato di piombo che, durante l’ossidazione, libera nell’aria solfati e acetati.

E ancora, che ne direbbe Caravaggio, che fu probabilmente avvelenato dal mercurio contenuto nei suoi colori?

Oggi vediamo come capire quali colori per dipingere sono tossici, a quanto corrisponde il rischio e come comportarsi per dipingere e fare arte in modo sicuro.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento. Sono frutto di ricerche e letture dei documenti tecnici forniti dalle varie aziende. Non possono in nessun caso costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento.

I colori per dipingere sono tossici? Una questione di pigmenti

Per capire perché alcuni colori per dipingere sono tossici è bene comprendere a livello basilare la loro composizione. Quelli che troviamo nei flaconcini, nei tubetti o nei godet sono infatti dei composti realizzati a partire dai pigmenti – di origine organica o inorganica – mescolati successivamente con leganti e veicoli vari, come possono essere l’acqua, l’olio, l’albume e via dicendo.

I pigmenti utilizzati nell’arte sono cambiati tantissimo nel corso della storia dell’arte. Oggi, per esempio, dipingiamo utilizzando spesso dei pigmenti sintetici che, fino a qualche secolo fa, erano assolutamente impensabili. In linea generale, ci si è allontanati via via sempre di più dai pigmenti metallici, così da avere nella maggior parte dei casi dei colori per dipingere non tossici, e quindi atossici, sicuri per la salute.

Va peraltro detto che le etichette dei vari colori vanno lette nel modo giusto. Pensiamo per esempio all’etichetta “chromium yellow hue” che troviamo nella gamma degli acquerelli Horadam (come in altri produttori): qui è presente la specifica “hue” già in etichetta, a sottolineare che non ci sono dei metalli tossici all’interno del colore.

Si capisce quindi che la prima precauzione è quella di usare il meno possibile i pigmenti tossici, optando laddove possibile per delle alternative più salubri. È buona norma non mescolare tra loro pigmenti secchi: quando questo è inevitabile, l’operazione va fatta con le dovute precauzioni, indossando mascherine e usando gli strumenti opportuni per separare fisicamente le proprie vie respiratorie dai pigmenti stessi, per poi pulire attentamente tutte le superfici esposte.

Pigmenti tossici: come comportarsi

Come comportarsi quando si utilizzano dei pigmenti tossici? Ebbene, si è esposti al rischio di intossicazione nel momento in cui si inalano o si ingeriscono dei pigmenti di questo tipo.

Ecco che allora, come regola generale, è sempre bene evitare di mangiare, di bere o di fumare mentre si dipinge, in modo da evitare così facilmente l’ingestione accidentale dei colori usati per dipingere, di cui potremmo per esempio avere qualche residuo sulle dita.

Vietato anche appuntire il pennello usando le labbra.

L’inalazione del colore può essere resa più probabile nel caso dell’aerografia e di altre tecniche a secco che comportano la dispersione del colore.

Quali sono i pigmenti tossici

Quali sono i pigmenti tossici che si possono trovare nei colori per dipingere?

Il consiglio, in caso di dubbio, è sempre quello di leggere bene le etichette fornite dai produttori.

Il caso tipico di pigmento tossico è, come si è già anticipato, quello del piombo bianco, o carbonato di piombo. Come sottolineato dal vademecum dell’Università di Princeton “Art Safety”, questo pigmento, se inalato o ingerito, può causare problemi gastrointestinali, anemia, danni al sistema nervoso, al sistema riproduttivo nonché ai reni.

Possono inoltre essere tossici i pigmenti inorganici come il cobalto, il manganese e il cadmio.

Alcuni pigmenti inorganici, come per l’appunto il cadmio, il giallo cromo, e il giallo zinco possono causare – con esposizioni prolungante – cancro ai polmoni.

E ancora, il nerofumo potrebbe portare al cancro alla pelle, così come alcuni pigmenti possono causare reazioni cutanee (si parla in primo luogo di giallo zinco e giallo cromo).

⚠️ Attenzione: in questo caso però stiamo parlando di pigmenti nella loro forma pura, cioè ottenuti direttamente dal minerale o metallo. Il rischio nell’utilizzo dei colori, dove il pigmento subisce un trattamento è basso se non praticamente nullo. Continua a leggere per scoprire di più.

La tossicità dei colori a base di acqua

Visti quali sono i pigmenti tossici, vediamo quale può essere il livello di tossicità dei colori a base di acqua. Parliamo quindi dei colori acrilici, degli acquerelli, delle gouache e della tempera. Ecco allora che è bene sapere che i colori acrilici potrebbero contenere una componente minima ammoniaca, la quale, in soggetti particolarmente sensibili, potrebbe causare irritazione agli occhi, alla gola o al naso. Sempre gli acrilici, come alcuni colori gouache, potrebbero avere al loro interno anche piccole quantità di formaldeide, utilizzata come conservante: anche in questo caso dei soggetti allergici a questa sostanza potrebbero conoscere delle reazioni allergiche.

Non va poi trascurata la possibilità di incorrere in problemi legati alla presenza della caseina in talune tipologie di tempere (alla caseina per l’appunto) che contengono questa sostanza a scopo fissativo. Si tratta infatti di una sostanza che presenta dei moderati effetti irritanti. E ancora, per completezza va ricordato che tutti i colori a base d’acqua contengono dei conservanti per prevenire la formazione di batteri e di muffe: anche questi potrebbero causare, in soggetti sensibili, delle reazioni allergiche.

La linea Liquitex Heavy Body presenta delle tonalità completamente Cadmium Free

Acrilici e acquerelli: le precauzioni

In linea generale è possibile dire che i colori acrilici e gli acquerelli – se usati nel modo corretto – sono assolutamente sicuri. Chi dovesse sperimentare irritazioni agli occhi, al naso o alla gola durante la pittura dovrebbe assolutamente areare l’ambiente, aprendo una finestra: nella maggior parte dei casi questo accorgimento è già di per sé sufficiente per eliminare il problema.

Ulteriori problemi possono nascere nel momento in cui si proceda a mescolare da sé le tempere con caseina, usando idrossido di ammonio: in quel caso è necessaria una ventilazione costante e meccanica dell’ambiente. Chi usa ammoniaca dovrebbe peraltro sempre indossare occhiali e grembiule, tenendo a portata di mano uno strumento per il lavaggio oculare. Si tratta però per l’appunto di casi del tutto specifici, che interessano solo una fetta ristretta di artisti particolarmente intraprendenti.

La tossicità dei colori a base diversa dall’acqua

Rispetto ai colori a base d’acqua, i colori con base diversa – come i colori a olio, l’encausto o le tempere a base d’uovo – possono presentare qualche problema in più. Chi utilizza i colori a olio potrebbe per esempio introdurre nel proprio laboratorio dei solventi, i quali – se usati per lunghi periodi – possono dare il via a delle dermatiti. La trementina, per citarne uno, può portare a delle allergie cutanee.

Il rischio da non trascurare è poi quello rappresentato dagli effetti dell’inalazione dei vapori della trementina, dell’acquaragia minerale e di altri solventi: è possibile infatti in questi casi andare incontro a nausea, mal di testa, sonnolenza, affaticamento, irritazione delle vie respiratorie e via dicendo, tutti sintomi riconducibili peraltro alla narcosi. Un artista che fa utilizzo continuo e del tutto distratto di questi solventi potrebbe arrivare a conoscere danni cerebrali, cambiamenti comportamentali, danni ai reni, irritazioni al sistema respiratorio e gravi allergie.

E se l’inalazione e il contatto con questi solventi possono essere al lungo andare rischiosi, la loro ingestione – nel caso di acquaragia e di trementina – può essere fatale. Sicuramente più sicuri sono solventi come il trepenoide e l’acquaragia inodore.

Passiamo all’encausto: questa tecnica è caratterizzata dalla sospensione dei vari pigmenti nella cera fusa. Al surriscaldarsi di questa si potrebbero produrre vapori e fumi dalla cera stessa, i quali risultano estremamente irritanti per le vie respiratorie. Non sono da trascurare inoltre i danni irritanti – e non solo – che potrebbero essere causati da vernici e indurenti epossidici.

La parole “Hue” indica che all’interno del colore non ci sono dei metalli tossici.

Colori a olio: le precauzioni

A partire da quanto visto sopra, come comportarsi per utilizzare in modo sicuro i colori a olio? Se possibile, è bene eliminare acquaragia minerale e trementina, usando delle alternative più sicure. In generale, inoltre, l’uso dei colori a olio dovrebbe essere sempre fatto in un ambiente areato: la soluzione migliore è quella di posizionare il cavalletto per dipingere nei pressi di una finestra, non oltre il metro, usando laddove necessario anche una ventola per allontanare i vapori dei solventi dalle vie respiratorie.

Nel caso in cui si scegliesse di pulire i pennelli e gli accessori usati per la pittura a olio con acquaragia o trementina, l’uso di guanti è sempre fortemente raccomandato.
Nel caso dell’encausto, come si può capire da quanto detto sopra, è da evitare di scaldare eccessivamente la cera, limitandosi a portarla a una temperatura che consenta la lavorabilità del colore.

In generale, quindi, è possibile affermare che i colori a base di acqua sono più sicuri. Per questo motivo in molti – come per esempio il vademecum di Princeton già citato – consigliano alle persone fragili nonché alle donne in gravidanza e in allattamento di passare alla pittura con colori a base di acqua.

Bombolette spray e aerografo possono essere tossici?

Nel mondo dell’arte contemporanea l’uso di spray è tutt’altro che raro. Si pensi all’utilizzo di bombolette spray fissative, ma ovviamente anche alla pittura per mezzo di aerografi e di bombolette spray. Il rischio che si può incorrere in questi casi è palese: il colore spruzzato da questi oggetti risulta infatti facilmente inalato dall’artista. Ecco che allora, nel caso in cui il colore usato contenga dei solventi, ci potrà essere la probabilità di inalarli inconsapevolmente, così come potrebbe accadere per eventuali pigmenti tossici.

Non va peraltro trascurato il fatto che i colori spray possono contenere ulteriori sostanze pericolose oltre ai pigmenti e ai solventi: si parla per esempio dei propellenti (tipicamente propano o isobutani) i quali sono infiammabili,

Il consiglio generale, per ridurre in modo considerevole i rischi legati all’uso di pittura spray, è quello di usare vernici e inchiostri a base di acqua, così da eliminare in gran parte i problemi legati alla presenza di solventi. Laddove la ventilazione degli ambienti non sia adeguata, è bene utilizzare una mascherina filtrante.

I colori ad acquerello non tossici

Dopo aver spiegato cosa si intende per colore tossico e aver illustrato tutte le precauzioni da dover assumere, vogliamo consigliare diversi acquerelli il cui utilizzo può essere considerato al 100% sicuro.

Professional Watercolour Winsor&Newton

Come abbiamo accennato in precedenza, esistono all’interno delle diverse gamme tonalità che contengono pigmenti che hanno origine da metalli pesanti. Per la produzione dei colori questi pigmenti vengono trattati portando ad un rischio molto basso, praticamente nullo, per l’artista che li utilizza.

Winsor&Newton ha deciso di fare uno step in più, inserendo all’interno della linea di acquerelli Professional Watercolour, tonalità completamente cadmium free. Questi colori, che elencheremo nelle prossime righe, forniscono una resa e prestazioni del tutto equiparabili a quelle delle tonalità contenenti il cadmio.

Grazie ad un ottimo lavoro di ricerca è sviluppo, l’azienda britannica è riuscita ad ottenere tonalità che si contraddistinguono per l’elevata brillantezza, la capacità di colorazione, la viscosità, l’opacità e l’elevata resistenza alla luce tipiche dei colori con cadmio. Nello specifico all’interno della cartella colori dei Professional Watercolour abbiamo:

  • Giallo Limone Cadmium Free – 898
  • Giallo Chiaro Cadmium Free – 907
  • Giallo Cadmium Free – 890
  • Giallo Scuro Cadmium Free – 891
  • Arancio Cadmium Free – 899
  • Scarlatto Cadmium Free – 903
  • Rosso Cadmium Free – 901
  • Rosso Scuro Cadmium Free – 895

Gli acquerelli Rembrandt Watercolour

Oltre agli acquerelli prodotti da Winsor&Newton vanno segnalati anche i Rembrandt Watercolour. Royal Talens, all’interno di questa gamma, propone diverse tonalità cadmium free, da considerarsi sicure al 100% per pittrici e pittori che le utilizzano.

Nello specifico le tonalità che possono essere definite 100% cadmium free sono:

  • Giallo Azo Chiaro – 246
  • Giallo Azo Medio – 247
  • Giallo Azo Scuro – 248

I colori acrilici non tossici

Analizzati gli acquerelli, passiamo ora ai colori acrilici!

Liquitex Heavy Body, Soft Body e Acrylic Gouache

Il marchio Liquitex è conosciuto da artiste e artisti di tutto il mondo come uno dei principali produttori di colori acrilici al mondo. Esattamente come abbiamo visto per gli acquerelli, anche in questo caso il grandissimo lavoro di ricerca e sviluppo ha portato alla produzione di tonalità che possono definirsi completamente cadmium free.

Nello specifico stiamo parlando di 3 diverse linee di prodotti, ovvero: i colori acrilici Heavy Body, Soft Body e le Acrylic Gouache. I chimici Liquitex hanno impiegato ben 3 anni per ottenere dei colori acrilici senza cadmio le cui prestazione potessero essere definite pressoché equiparabili a quelle di colori con cadmio. Il processo ha richiesto svariati test e un approfondito studio di pigmenti organici e inorganici e, grazie a tutto ciò, si è riusciti a dar vita a delle fantastiche tonalità prive di cadmio.

Nello specifico, all’interno della cartella colori dei Soft Body, degli Heavy Body e delle Acrylic Gouache abbiamo le seguenti tonalità senza cadmio:

  • Giallo Chiaro Cadmium Free – 889
  • Giallo Medio Cadmium Free – 890
  • Giallo Scuro Cadmium Free – 891
  • Arancio Cadmium Free – 892
  • Rosso Chiaro Cadmium Free – 893
  • Rosso Medio Cadmium Free – 894
  • Rosso Scuro Cadmium Free – 895

I nomi delle tonalità e i rispettivi codici colore sono gli stessi per tutte e tre le linee di prodotto!

Gli Acrilici Amsterdam

L’intera gamma di colori Acrilici Amsterdam può essere considerata non tossica. Questi acrilici sono prodotti in Olanda tramite una selezione accurata dei pigmenti.

Sono dotati di ottima resistenza alla luce e di tempi di asciugatura brevi, il tutto grazie a una resina acrilica che risulta pressoché inodore. Questi acrilici possono essere diluiti con acqua o medium e presentano consistenza densa e cremosa che li rende molto simili ai colori ad olio.

I colori a olio non tossici

La situazione per quanto riguarda i colori a olio è leggermente più complessa. Le linee di colori a olio più prestigiose non hanno tonalità denominate cadmium free, questo perché si punta all’elevata qualità e alla massima resa del colore. Come abbiamo consigliato nel paragrafo sulle precauzioni, durante l’utilizzo di questi colori è bene lasciare le finestre aperte e favorire un’ottimale circolazione dell’aria.

Lefranc Bourgeois e Winsor&Newton sono in ogni caso riuscite a proporre ai propri clienti delle tonalità cadmium free anche per i colori a olio. Infatti, l’Olio Extra Fine di Lefranc e l’Artists Oil di Winsor contengono al loro interno colori privi di cadmio che, come visto anche per le altre tecniche in precedenza, garantiscono le stesse performance delle tonalità al cadmio.

Colori alchidici Marabu Green

La linea di colori Marabu Green è completamente ecosostenibile ed è prodotta appositamente per salvaguardare il pianeta. I colori vengono prodotti tramite processi ecosostenibili, che prevedono quindi basse emissioni di Co2. Per la realizzazione dei tubetti, all’interno dei quali sono contenuti i colori, viene utilizzato il 30% in meno di materiale, peculiarità che consente a chi li utilizza di sprecare meno quantità di colore.

I Marabu Green possono essere catalogati come colori alchidici a base d’acqua e oli vegetali, sono al 100% vegani e composti al 92% da materie prime naturali. Proprio per queste caratteristiche possiamo considerarli sicuri al 100%!

Alla base della formula ci sono quindi acqua e resine alchidiche. Quest’ultime sono costituite da alcoli polivalenti e oli naturali ed è proprio questo il motivo che fa si che i colori siano composti al 92% da materie prime naturali. La consistenza della vernice è particolarmente cremosa e può essere applicata sia con il pennello che con un rullo per pittura. I colori sono resistenti alla luce, agli agenti atmosferici e tutte le tonalità presenti all’interno della cartella colori sono perfettamente miscelabili tra di loro.

Articolo scritto da:

Federico è appassionato di scrittura, di arte e di sport. Su MomArte si occupa della realizzazione degli articoli e dei rapporti con gli Artisti con cui collaboriamo!

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