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La storia degli acquerelli

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Conosciamo tutti l’acquerello, quel metodo di pittura che in francese viene denominato aquarelle e che in inglese viene indicato di volta in volta con i termini watercolor o watercolour. Con lo stesso termine si identifica sia il metodo, sia il medium usato.

La natura dell’acquerello è presto spiegata: si tratta molto semplicemente di pigmenti di colore mescolati con un legante, tipicamente gomma arabica, i quali vengono poi diluiti con dell’acqua dall’artista, per poi applicare il colore così ottenuto su un supporto pittorico, nella maggior parte dei casi carta.

I colori ad acquerello, e la tecnica che ne deriva, non hanno nulla da invidiare ai colori a olio o ai colori acrilici. La peculiarità fondamentale di questi colori è la loro trasparenza, che li situa lontano da qualsiasi altro medium pittorico: le conseguenze di questa caratteristica di base sono tante e diverse.

La storia degli acquerelli che ci accingiamo a narrare oggi affonda le radici nell’antichità più lontana, per presentare la piena maturità nell’Ottocento.

Le origini degli acquerelli

Come anticipato, la storia degli acquerelli ha origini molto lontane nel tempo. La tecnica così come la conosciamo oggi è infatti il frutto di uno sviluppo che si dipana lungo i secoli, e che ha fatto di volta in volta piccoli passi in avanti grazie all’evolvere dei materiali e degli accessori a disposizione, nonché grazie al genio di alcuni dei più grandi esponenti della storia dell’arte.

É fondamentale, per comprendere i vari passaggi e le diverse evoluzioni nella storia dell’acquerello, capire che da un unico modo di dipingere, da cui è nato l’acquerello, si sono sviluppate anche altre tecniche, altri colori.

Dipingere a gouache infatti è come dipingere con l’acquerello, aggiungendo del zinco bianco per rendere i colori opachi. Il colore a tempera è invece un colore a base di acqua al quale è stato aggiunto un nuovo elemento, ovvero la caseina, oppure del tuorlo d’uovo. Lo stesso acrilico è fatto con pigmenti solubili all’acqua, e gli stessi colori acrilici possono essere usati dall’artista con delle tecniche simili a quelle dell’acquerello. Si capisce quindi che parlare della storia dell’acquerello significa parlare, da un certo punto di vista, dell’intera storia della pittura.

I primi esempi di pittura ad acquerello

Se dovessimo scovare i primi esempi di lavori riconducibili alla storia dell’acquerello dovremmo guardare al mondo degli uomini preistorici, che per decorare le loro caverne andavano a mescolare dei pigmenti trovati in natura con dell’acqua, usando le proprie dita, dei bastoncini o dei pezzi d’osso. Spostandosi più avanti, anche gli antichi Egizi usarono dei colori a base d’acqua per decorare le pareti dei propri templi nonché le proprie tombe. Gli stessi colori vennero usati anche per creare dei piccoli dipinti su papiri.

Ma l’area in cui si sviluppò maggiormente l’acquerello nell’antichità è l’Oriente. Già dall’antichità, infatti, in Cina e in Giappone si iniziarono dei colori ad acqua per decorare sia la seta che la carta. Quelli che venivano fatti a quell’epoca erano lavori densi di parti testuali, ma sempre con un’immagine principale ad acquerello che riproduceva un paesaggio, con fare contemplativo.

Nel Medioevo, in Occidente, più che di colori ad acquerello si può piuttosto parlare di colori a tempera, come quelli che venivano usati dai monaci nei monasteri. Non bisogna poi dimenticare che, nel Medioevo, tra le più importanti forme d’espressione artistica c’era l’affresco, il quale consisteva nell’applicazione di pigmenti miscelati con acqua su intonaco umido. Fu con questa tecnica che vennero creati, per esempio, i celebri affreschi di Michelangelo nella cappella Sistina, all’inizio del Sedicesimo secolo.

I grandi maestri della pittura ad acquerello

Se volessimo individuare il primo grande maestro della pittura ad acquerello non potremmo che puntare verso il tedesco Albrecht Dürer, vissuto tra il 1471 e il 1528. Fu lui il primo a usare la tecnica moderna dell’acquerello, seppur utilizzato come medium di preparazione in vista dei lavori successivi. Durante il Rinascimento, oltre a Durer, anche Peter Paul Rubens, Rembrandt e Sir Anthony Van Dick usarono gli acquerelli.

A portare in modo definitivo e permanente l’acquerello nella modernità furono gli artisti inglesi del Settecento, a partire da Paul Sandby, che usava gli acquerelli per la creazione di paesaggi e di mappe, poggiando le basi per un vero movimento artistico incentrato sull’acquerello: il nome di punta da individuare è in questo caso quello del romantico Joseph Mallord William Turner.

Come effetto della scuola inglese, tra il Settecento e l’Ottocento gli acquerelli emersero come medium centrali nel mondo dell’arte, influenzando concretamente i primi Impressionisti, Paul Cézanne, Vincent Van Gogh e più tardi ancora artisti del calibro di Wassily Kandinsky e Paul Klee.

Quali sono gli artisti che hanno segnato la storia degli acquerelli?

Abbiamo già nominato Albrecht Dürer come vero pioniere della pittura ad acquerello. Vediamo ora quali sono gli altri grandi nomi di questa lunga tradizione artistica.

Joseph Mallord William Turner: pittore e incisore inglese vissuto tra il 1775 e il 1851, Turner ci ha lasciato oltre 2.000 dipinti ad acquerello. A caratterizzare la sua produzione non è certo l’attenzione nel rappresentare in modo fedele i paesaggi ritratti, quanto invece quella a riportarne in modo efficace l’anima.

Elizabeth Murray: da non confondere con la pittrice americana del Novecento, Murray è stata una famosa acquerellista inglese dell’Ottocento, fondatrice della Society of Female Artists di Londra. Gran parte delle sue opere è dedicata alla Canarie, dove la pittrice visse una decina d’anni, ritraendone i paesaggi e le sue genti. Lo stesso fece successivamente in Marocco e in Andalusia, lavorando sempre in modo attento sulla profondità, attraverso la sovrapposizione di sottili strati di colore.

Winslow Homer: con Homer siamo negli Stati Uniti, alla fine dell’Ottocento. Homer usò gli acquerelli come tecnica a sé stante, nonché in preparazione per le proprie opere a olio. I suoi acquerelli sono caratterizzati da uno stile fresco, spontaneo, che fa pensare agli impressionisti.

Paul Cézanne: pittore che, si dice, ha rappresentato il ponte tra impressionismo e il cubismo, Cézanne usò gli acquerelli per effettuare studi per i suoi dipinti a olio, andando però in realtà ad aggiungere e a raggiungere qualcosa che le opere successive non potevano vantare.

Vincent Van Gogh: difficilmente Van Gogh si sarebbe definito come un acquerellista. Eppure, introdotto a questa tecnica dal Mauve, produsse circa 150 dipinti ad acquerello, lavori che ebbero un ruolo importante nel rendere più efficace il suo stile.

John Singer Sargent: pittore che ha iniziato a dipingere solo oltrepassati i 40 anni, all’inizio del Novecento, stupisce soprattutto per la vastità di tecniche usate per raggiungere i risultati voluti, a partire per esempio dalle spugnature per ottenere effetti luminosi più convincenti.

Emil Nolde : pittore danese vissuto tra il 1867 e il 1956, dipinse con i colori a olio e con gli acquerelli. I suoi lavori si distinguono per la preferenza data spesso ai colori più intensi, e vengono oggi considerati come esempi importanti dell’espressionismo.

I colori ad acquerello

La lunga storia della pittura ad acquerello ha portato allo sviluppo di colori ad acquerello sempre più efficaci, sempre più soddisfacenti. Ma come scegliere i migliori acquerelli? Qui sotto mostreremo alcuni degli acquerelli migliori che si possono trovare sul mercato, per diversi tipi di tasche, muovendoci tra i marchi riconosciuti a livello internazionale come i preferiti dagli artisti.

Al di là della scelta tra acquerelli in godet o acquerelli in tubetto, i migliori acquerelli sono quelli che permettono di coprire un ampio range di tinte grazie al mix dei colori, che presentano un’alta resa nonché, ovviamente, un’alta concentrazione di pigmenti. Non è tutto qui: i migliori acquerelli professionali spiccano per il livello di trasparenza, nonché per la freschezza dei colori. Vediamo ora alcuni esempi di colori ad acquerello di alta qualità.

Gli acquerelli Professional Watercolour Winsor&Newton

Quando si parla di colori per le Belle Arti, Winsor&Newton è uno dei primissimi nomi che viene in mente a ogni artista. Nello specifico stiamo parlando degli acquerelli Professional Watercolour, la gamma di acquerelli professionali prodotta dal marchio inglese.

Questi acquerelli sono disponibili in 109 tonalità e, per la loro produzione, vengono utilizzati esclusivamente i pigmenti più fini garantendo elevata luminosità e brillantezza dei colori. Dei 109 colori disponibili ben 79 sono monopigmento, caratteristica che consente di offrire una delle gamme di colori più ampia disponibile sul mercato.

Grazie ad un processo di produzione all’avanguardia, il quale permette l’ottima dispersione dei pigmenti del colore, si ottiene una trasparenza della pittura unica, senza perdere di tono. La resistenza del colore è elevata e le opere, grazie ad una corretta conservazione, mantengono la luminosità e brillantezza del colore nel tempo.

Gli acquerelli Cotman

Gli acquerelli Cotman di Winsor&Newton si rivolgono a chi cerca acquerelli di ottima qualità a un prezzo non eccessivo. Il rapporto qualità/prezzo che contraddistingue questi colori è davvero eccezionale. Disponibili sia in tubetto da 21 ml o in pastiglie da mezzo Godet, sono caratterizzati da una buona trasparenza: la gamma si compone di 40 colori differenti.

Gli Acquerelli Horadam Schmincke

La storia del marchio affonda le radici nell’Ottocento, quando Josef Horadam e Hermann Schmincke iniziarono a produrre colori di alta qualità. Si può capire già adesso da dove arriva il nome di questa linea di acquerelli, ovvero da uno dei fondatori del marchio.

Gli Acquerelli Horadam Schmincke sono disponibili nel formato da mezzo Godet, Godet intero, Tubetto da 5ml e Tubo da 15ml, e presentano in tutto ben 140 colori, che spiccano per vivacità e intensità. Realizzati non di rado con pigmenti pregiati, rappresentano senz’altro un’ottima scelta per l’artista.

Una peculiare evoluzione della linea appena vista è quella rappresentata dagli Horadam Super Granulati: sempre di acquerelli extrafini si parla, ma in questo caso viene sottolineata la combinazione di pigmenti minerali super macinati, mescolati con gomma arabica di alta qualità. Disponibili in tubetti e in godet, presentano una gamma di 40 colori diversi.

Gli acquerelli Rembrandt

Produttori di acquerelli fin dal 1899, quelli di Rembrandt sanno fare il loro mestiere alla perfezione, proponendo acquerelli professionali di alto livello. In questo caso la gamma si compone di 120 colori differenti, disponibili in tubetti da 10ml o in pastiglie da mezzo Godet.

Brillanti e luminosi, staccano su questi aspetti praticamente tutti i competitors. A prima vista l’artista che utilizza per la prima volta gli acquerelli Rembrandt potrebbe temere di aver acquistato dei colori opachi: basterà però iniziare a dipingere per scoprire la loro buona trasparenza.

Gli acquerelli Maimeri Blu

Gli acquerelli Maimeri Blu sono il risultato di un attenta ricerca di pigmenti di elevata qualità, selezionati uno ad uno per garantire massima trasparenza e luminosità. Ciascun pigmento viene mixato e bilanciato con gomma arabica naturale del Kordofan, garantendo così massima stabilità e perfetto grado di penetrazione della carta.

I Maimeri Blu sono disponibili in 90 diverse tonalità nel formato da 1/2 godet e in tubetto da 12 ml.

I pennelli per acquerello

Viste alcune opzioni quanto a colori, vediamo come scegliere i migliori pennelli per acquerello. Tendenzialmente il tipico pennello per acquerello presenta un manico corto nonché la forma tonda: i migliori modelli terminano con una punta molto sottile, per permettere all’artista di tracciare linee precise. Ovviamente, a completare gli accessori dell’acquerellista, esistono anche pennelli piatti, a ventaglio e via dicendo.

Per quanto riguarda il materiale, nel caso della pittura ad acquerello esistono davvero molte opzioni tra cui muoversi: l’importante è non scegliere dei pennelli in setola di maiale, da destinare unicamente ai colori cremosi come gli oli e gli acrilici.

Detto questo, chi ha un buon budget e mira al meglio, può senz’altro optare per i pennelli in martora Kolinsky, famosi per la loro morbidezza, per l’elasticità del pelo nonché per la grande sensibilità garantita. Per spendere un po’ meno è possibile scegliere i pennelli in martora rossa.

Passando ai pennelli per acquerello meno costosi si possono trovare i pennelli in pelo di vaio, ovvero di scoiattolo, con un buon livello di morbidezza o di elasticità, o i pennelli in pelo di bue, decisamente duraturi, seppur con un livello di morbidezza leggermente minore.

Infine, è da sottolineare il grande salto di qualità fatto negli ultimi anni dai pennelli sintetici, tanto da poter affermare che ormai i migliori modelli hanno poco da invidiare di fronte ai modelli in martora (pur avendo un costo inferiore e non arrecando alcun danno al mondo animale). Vediamo adesso alcuni modelli tra i migliori pennelli per acquerello.

Pennello per acquerello Casaneo Serie 5598

Iniziamo proprio con un pennello per acquerello in filato sintetico: il pennello Casaneo Da Vinci Serie 5598 Punta Tonda è un classico pennello per acquerello corto e tozzo, con punta morbida, elastica e caratterizzata da una grande tenuta del colore. Disponibile nelle misure dalla 1 alla 40, ha un manico a sezione esagonale, per garantire precisione e comfort.

Pennello Unico Infinito Serie 850

Già il nome di questo pennello la dice lunga: il pennello Unico Infinito Serie 850 di Borciani e Bonazzi spicca subito per le linee sinuose del manico. In filato sintetico HIDRO per vantare una grande assorbenza, è un pennello bombasino dal rilascio lento e omogeneo, per chi desidera il meglio.

Pennello sintetico Tintoretto serie 853

Il pennello sintetico Tintoretto serie 853 è anch’esso con filato sintetico, con una punta lunga e sottile, per una precisione assoluta. Disponibile dalla misura 0 alla 16, è pensato per i creativi e per gli studenti che desiderano un pennello efficace a un prezzo contenuto.

Pennello Aqua Elite Princeton

Alla nostra piccola lista di pennelli per acquerello aggiungiamo anche il Pennello Aqua Elite di Princeton. Anche in questo caso stiamo parlando di un prodotto realizzato senza setole di origine animale, totalmente vegano e cruelty free. L’azienda americana, con questo prodotto, ha voluto offrire agli acquarellisti un prodotto in grado di offrire le stesse identiche prestazioni di un pennello in setola naturale.

Pennello Professional Watercolour Winsor&Newton

Chiudiamo la breve lista dei pennelli per acquerello con il Professional Watercolour Winsor&Newton. Il pennello presenta un manico scolpito ergonomico, perfetto per assicurare sessioni di pittura comode e confortevoli. Come i pennelli citati in precedenza, anche in questo caso stiamo parlando di setole sintetiche, perfette pere trattenere una buona quantità di colore e assicurare un flusso di colore omogeneo e consistente.

Le setole sono molto flessibili, il pennello infatti riprende immediatamente la sua forma originale durante l’utilizzo, garantendo un ottimo controllo tra pennello e superficie.

I supporti per acquerello

Siamo ormai giunti al termine di questo lungo approfondimento sulla storia degli acquerelli. Per parlare propriamente di pittura ad acquerello, come la intendiamo oggi, è essenziale un elemento, ovvero la carta. Questa come è noto arrivò in Europa piuttosto tardi, e i primi mulini furono costruiti verso la fine del 1200 in Italia, e alla fine del 1400 in Inghilterra.

Per lungo tempo, però, in Occidente – e soprattutto in Inghilterra, paese che come vedremo avrà una parte da protagonista nella storia dell’acquerello – la carta restò un materiale costoso, un bene di lusso.
Da qui dunque il fatto di ritrovare uno sviluppo tardivo dell’acquerello.

Oggi in commercio si possono trovare album di carta per acquerello in cellulosa di legno, in lino o in cotone. Senza dubbio, l’opzione migliore è quella rappresentata dalla carta al 100% cotone, ma va detto che anche i più economici blocchi di carta per acquerello misto cotone e legno possono dare grandi soddisfazioni.

In base al budget a disposizione, si potrà scegliere tra carta prodotta con le normali macchine industriali, carta realizzata con macchina a tondo o, infine, per avere il risultato più sublime, carta fatta interamente a mano.

Chi desidera sperimentare e inglobare le irregolarità del supporto nel proprio dipinto sceglierà della carta ruvida, a grana grossa; chi invece insegue il dettaglio opterà per la carta liscia, a grana fine.

Articolo scritto da:

Federico è appassionato di scrittura, di arte e di sport. Su MomArte si occupa della realizzazione degli articoli e dei rapporti con gli Artisti con cui collaboriamo!

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