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Cosa è la gouache?

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Nel mondo dell’arte e della pittura c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Anzi, nella maggior parte dei casi, per gli apprendisti, si tratta di qualcosa di “vecchio” da imparare, e quindi di una tecnica, di un escamotage o di un trucco proveniente dal passato che può rivelarsi prezioso per rendere migliore la nostra pittura.

Oggi parleremo di gouache, termine intorno al quale c’è davvero tanta, tanta confusione. In realtà, a guardare bene le cose, non potrebbe essere altrimenti. Ma cos’è che rende così dubbio il significato reale di gouache? C’è chi pensa che il termine gouache si riferisca alla tecnica, chi pensa che invece faccia riferimento al particolare tipo di colore, e chi invece è convinto che indichi delle specifiche opere artistiche.

Con questo articolo vedremo i colori, le tecniche, le opere, la storia di questo peculiare tipo di pittura, per arrivare infine a costruire una piccola guida sul come fare delle gouache oggi. Buona lettura!

Gouache o tempera, che differenza c’è?

La varietà di pittura a gouache è strettamente imparentata con quella a tempera, e il discorso si ripete anche per i colori: non è quindi un caso se i colori gouache sono generalmente raggruppati proprio insieme ai colori a tempera.

Ma quale differenza esiste, quindi, tra i colori gouache e i colori a tempera?

I colori a tempera

Le tempere sono colori molto, molto antichi, nati e sviluppati al tempo in cui erano gli stessi artisti, nelle proprie botteghe, a creare i colori necessari per le proprie opere. Come abbiamo già visto altrove, si hanno testimonianze dell’utilizzo di colori a tempera già nell’antichità, nell’antica Grecia come nell’antica Roma.

I colori a tempera originali, infatti, altro non sono che pigmenti colorati mescolati con acqua e sommati a vari leganti di tipo naturale, come l’albume, il tuorlo, la cera, gli oli, il lattice di fico e via dicendo. Ogni bottega, quindi, preparava i colori a tempera con quello o con quell’altro legante: la formula più diffusa, in ogni caso, conteneva del tuorlo.

Un pennello che stende la vernice a tempera di colore rosso

I colori gouache

E i colori a gouache? Ebbene, la base è molto simile a quella dei colori a tempera, e quindi si tratta di colori a base acquosa. Non a caso, in passato, i colori usati per la pittura a guazzo sono stati chiamati anche “tempera magra”.

In sintesi, i colori a gouache sono delle tempere rese più pesanti con l’aggiunta non di un legante, quanto invece di un pigmento bianco, tipicamente del gesso o della biacca, ovvero del carbonato basico di piombo, e di un composto a base di gomma. Si parlava, nella maggior parte dei casi, di gomma di origine arabica, oppure talvolta di gomma di origine animale.

La domanda sorge spontanea, perché “inventarsi” questo tipo di colore? I colori a gouache, così preparati dagli artisti a partire da delle tempere, permettevano di avere delle tinte più consistenti, nonché di rendere agevolmente più chiari dei colori scuri.

Il risultato di questo amalgama lo capiamo meglio guardando una tavola gouache, e quindi un dipinto effettuato con questi colori: da lontano, e di sfuggita, questi lavori potrebbero persino essere presi per dei dipinti realizzati con dei colori a olio. Questo perché i colori a gouache assicurano una importante luminosità, proprio per l’aggiunta del bianco, e sono caratterizzati da una tonalità perlacea che non può non intrigare.

Si potrebbe quindi pensare che i colori a gouache rappresentino una specie di “evoluzione” dei colori a tempera. In realtà, come vedremo meglio più tardi, l’utilizzo di questi colori necessita una grande attenzione, e una mano esperta, dovendo affrontare non pochi ostacoli di natura tecnica.

Cosa serve per dipingere con le gouache

Cosa serve per dipingere a gouache? La risposta è molto semplice, i fantastici colori e tutti gli accessori che possono aiutarti a rendere il dipinto unico. Vediamoli insieme!

Colori gouache professionali

Ebbene, i grandissimi protagonisti della pittura a guazzo sono ovviamente i colori. Sicuramente, in tal senso non mancano diverse proposte. In questo piccolo paragrafo descriveremo e mostreremo le caratteristiche di quelli che sono i colori professionali.

Famosissimi sono i tubetti della linea Maimeri Gouache, colori a tempera extrafine che prendono il nome e la forma proprio dai classici colori a guazzo. Si tratta nello specifico di tempere rese più opache e più riflettenti grazie all’aggiunta di gomma arabica di alta qualità: come spiega il produttore, “il risultato è un timbro sedato, unico, più di quanto sia il più comune colore a tempera”. A distinguere queste gouache, oltre all’aggiunta di gomma arabica, è anche l’utilizzo di pigmenti particolarmente preziosi, che assicurano un aspetto satinato e perlaceo; per esaltare al meglio questi colori, Maimeri consiglia di utilizzare grezzi o carta colorata.

Un altro brand che ha lanciato una linea di gouache professionale, molto apprezzata, è Royal Talens, con la linea di tempere Gouache ExtraFine. Stiamo parlando di tubetti da 20 ml che si distinguono per la loro singolare composizione, caratterizzata da pigmenti di qualità e da un solo legante, ovvero una sostanza a base di destrina. Grazie a questa speciale formula il colore, una volta miscelato, diventa maggiormente fluido, consente a pittrici e pittori di coprire grandi aree del dipinto in maniera uniforme.

Oltre a questi due prodotti, di elevata qualità sono anche le Designers Gouache di Winsor&Newton. Sul nostro shop sono disponibili due diversi set, uno con i colori primari e l’altro con 10 colori base. Queste gouache forniscono colori chiari e brillanti e, all’interno del composto, presentano un’elevatissima concentrazione di pigmenti. Sono molto appressati sia da artisti esperti che amatoriali, sopratutto per la possibilità di diluirli in acqua e per la velocità nell’asciugarsi.

Colori gouache per tutti gli artisti

Dopo aver mostrato e descritto quelli che sono i colori gouache professionali, passiamo a colori di qualità leggermente inferiori, adatti a tutti gli artisti. I colori che vedremo in questo paragrafo sono contraddistinti da un ottimo rapporto qualità/prezzo e rappresentano una soluzione ideale sia per artisti alle prime armi con le gouache, sia per artisti più esperti che cercano colori di qualità ad un prezzo non eccessivo.

Rientrano in questa categoria le tempere Aquafine Gouache di Daler Rowney. La cartella colori conta al suo interno 30 diverse tonalità, perfette per soddisfare le esigenze di tutte le artiste e artisti. Una volta steso e asciugato il colore offre una resa particolarmente opaca e coprente.

Un altra eccellente alternativa sono le Gouache di Winsor&Newton. Questi colori sono perfetti per gli artisti che desiderano iniziare a cimentarsi con questa tecnica. Tutte le tonalità sono caratterizzate da una resa vivace, brillante e coprente, in grado di garantire una copertura uniforme e finitura opaca.

I pennelli per la gouache

I pennelli per la gouache sono, per caratteristiche, del tutto equiparabili a quelli per acquerello. Infatti, moltissimi dei pennelli per acquerello disponibili sul nostro shop, se non tutti, sono perfetti per le gouache.

I pennelli per questa tecnica devono essere in grado di assorbire un’elevata quantità di acqua e, grazie alle caratteristiche del filato, devono essere capaci di rilasciarla lentamente in maniera graduale. Per quanto riguarda le punte non ne esiste una specifica, generalmente gli artisti preferiscono usare quella tonda ma è possibile optare anche per punte piatte, a ventaglio, a lingua di gatto e via dicendo.

La carta per le gouache

Esattamente come per i pennelli, le caratteristiche della carta per gouache sono pressoché identiche a quelle della carta per acquerello. Infatti, i supporti che puoi pensati per l’acquerello al 99% sono adatti anche per tempere e gouache.

Cosi come per gli acquerelli, lavorare con le gouache significa utilizzare colori bagnati, che necessitano di un supporto con un buon livello di assorbimento dei liquidi. I fogli sono realizzati principalmente con 3 materiali, cellulosa, cotone e lino. Sul mercato è possibile trovare anche supporti realizzati con un mixi di materiali diversi, per esempio 50% cotone e 50% cellulosa.

Generalmente i fogli prodotti in cellulosa presentano un costo ridotto, in questo caso dalla pasta di legno vengono rimossi i componenti acidi presenti in natura, in modo da avere un supporto perfetto per acquerello e gouache. Il risultato è una carta che vanta una buona resistenza all’ingiallimento e allo scolorimento, pur non riuscendo a essere durevole quanto la carta in cotone per acquerello. Quest’ultima, da parte sua, è caratterizzata da fibre molto lunghe, per avere un supporto estremamente resistente.

Breve storia della pittura a guazzo

Le origini della pittura a gouache risalgono a qualche secolo fa, in questo paragrafo proveremo ad abbozzare una breve storia di questa tecnica.

Le origini della gouache nel quattordicesimo secolo

Sappiamo che le origini di questa tecnica pittorica possono essere individuate nel quattordicesimo secolo: tra i primi a utilizzare i colori a gouache ci furono, probabilmente, i miniaturisti, che iniziarono a usare queste peculiari tempere nei loro lavori, probabilmente per riuscire a esaltare ulteriormente l’oro. Da lì in poi la pittura a gouache continuò a crescere e a diffondersi, senza però andare a costruire un movimento, una scuola o comunque qualcosa di realmente strutturato.

Veniva usata sia per creare delle vedute veloci, sia per realizzare dei bozzetti di quelli che sarebbero stati dei lavori a olio più complessi. Come abbiamo detto, infatti, i colori gouache, una volta asciutti, tendono ad avvicinarsi proprio – quanto all’aspetto perlaceo – ai colori a olio.

La pittura a guazzo nel settecento

Non si contano, nel Settecento, i paesaggisti che usarono la gouache per le proprie vedute, come Salvatore Fergola, Xavier Della Gatta, Alessandro d’Anna e Pietro Fabris. Questa tecnica venne utilizzata sempre per i paesaggi anche nel secolo successivo, da pittori italiani, francesi, inglesi e fiamminghi, da Camillo de Vito a Pierre Jacques Volaire, da Gustavo Scoppa al tedesco Filippo Hackert. Quest’ultimo, pittore nonché incisore, fu un compagno di viaggio in Italia – era l’epoca del Grand Tour – di Johann Wolfgang von Goethe, il quale proprio da Hackert imparò la pittura paesaggistica, proprio nel momento in cui era impegnato a scrivere il diario “Viaggio in Italia”.

Sono stati propri i pittori del Grand Tour a realizzare alcune delle più interessanti gouaches, a partire dalle famose gouaches napolitaines, ovvero dalle tante vedute di e da Napoli, al tempo terza metropoli europea. Il Vesuvio in eruzione, le piazze napoletane, i monumenti, i ritrovamenti di Pompei e di Ercolano, i tanti paesaggi, il porto: le gouaches napolitaines illustrano molto bene cosa è possibile raggiungere con questa tecnica e con questi colori.

La pittura a gouache nell’ottocento e novecento

Va peraltro detto che anche durante il Novecento importanti artisti iniziarono ad avvicinarsi alla pittura a guazzo: Moore, Sutherland e Picasso, per esempio, utilizzarono dei colori a guazzo. I colori a gouache, del resto, sono stati utilizzati molto anche al di fuori del mondo dell’arte.

A partire dall’Ottocento sono stati impiegati per i cartelloni pubblicitari, nonché per le decalcomanie e per dare tono alle scenografie. Non tutti si rammentano, poi, l’importante utilizzo di colori a guazzo durante l’epoca d’oro delle riviste illustrate, dalla Domenica del Corriere in poi. In questo caso i colori gouache erano particolarmente apprezzati per la rapidità d’esecuzione e per l’asciugatura velocissima.

Blu Ceruleo della linea Maimeri Gouache

Come fare un guazzo, oggi

Abbiamo visto quindi tutto il necessario per fare il guazzo. Come procedere quindi?

Ebbene, è bene partire conoscendo quelle che sono le caratteristiche peculiari delle pittura a guazzo. Prima di tutto non bisogna scordare che i colori, una volta asciugati, tendono a schiarire parecchio. Questo significa che, all’atto della pittura, è sempre bene evitare di aggiungere troppo bianco, e calcolare come sarà il risultato finale. I colori più scuri, da parte loro, tendono a scurire ulteriormente con l’asciugatura.Questo tra l’altro ci dice anche che pitturare a gouache significa lavorare velocemente, e puntare se possibile a iniziare e a terminare un dipinto nella stessa sessione.

Sarebbe poi un grande errore non ricordarsi che il colore a gouache steso, una volta bagnato, tende a sciogliersi nuovamente. Questo significa che è possibile sfruttare “il sollevamento” del colore per degli effetti interessanti, ma anche che è necessario pensare molto bene in che modo intervenire nei pressi di aree già asciutte.

Infine, è bene ricordarsi della fragilità delle tempere a gouache: in presenza di pennellate troppo cariche e troppo spesse, soprattutto in caso di supporti flessibili, il comparire di fessure e di screpolature è tutt’altro che improbabile. Molto meglio, quindi, dosare la quantità di colore in base al supporto usato.

Articolo scritto da:

Federico è appassionato di scrittura, di arte e di sport. Su MomArte si occupa della realizzazione degli articoli e dei rapporti con gli Artisti con cui collaboriamo!

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