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Breve storia del fumetto

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Tra gennaio e giugno 2021 il settore dei fumetti, in Italia, ha triplicato le vendite. Più in generale, in ogni caso, il nostro Paese è quello in cui i fumetti vanno più forte, insieme a Giappone, Stati Uniti e Francia.

Ma da quando è effettivamente possibile parlare di fumetti? Come si è arrivati a questa precisa forma di narrazione, di comunicazione e di arte? In questo articolo vedremo una breve storia del fumetto, per scoprire come si è arrivati al fumetto moderno. Buona lettura!

Il fumetto prima del fumetto

Come vedremo, il fumetto è un fenomeno piuttosto moderno: di fatto, parlare di fumetto prima della fine dell’Ottocento, è sbagliato. Non si può però negare che già nell’antichità ci siano stati dei racconti visivi: già i graffiti nelle caverne preistoriche sono delle narrazioni per immagini.

Dei racconti grafici più strutturati ed espliciti si trovano poi nelle illustrazioni dell’antico Egitto, nonché ovviamente nel mondo romano. Si pensi, per esempio, alla Colonna Traiana. E poi ci sarebbero le storie miniate del Medioevo, così come uscivano dai monasteri, e tanti altri esempi di “fumetti prima del fumetto”. Per trovare i primi veri precursori di quest’arte, però, dobbiamo guardare più vicino a noi.

Dettaglio della Colonna Traiana

I precursori

Nella prima metà dell’Ottocento iniziano a fare la loro comparsa le prime vignette contenenti dei brevi testi, peraltro scritti a mano, e stampate su manifesti oppure su riviste. Pensiamo per esempio alle vignette del ginevrino Rodolphe Topffer, alle tavole caricaturali dei britannici Thomas Rowlandson e James Gillray, o ai racconti disegnati e umoristici del tedesco Wilhelm Busch.

Vignetta di Rodolphe Topffer

Per individuare quella che viene generalmente considerata come la nascita del fumetto moderno, però, dobbiamo guardare oltreoceano.

La nascita del fumetto: Yellow Kid

Il vero padre del fumetto moderno è stato il disegnatore statunitense Richard Felton Outcault, che a partire dal maggio del 1885 iniziò a disegnare la serie Hogan’s Alley nel supplemento domenicale del New York World di Joseph Pulitzer.

La serie presentava degli strani personaggi che vivevano ai margini della società. Dapprima, in effetti, questa serie non presenta grandi novità rispetto al passato. La “rivoluzione” arriva nel gennaio del 1896, quando un personaggio marginale diventa il protagonista della serie. Parliamo di un bambino calvo, dalle grandi orecchie, che veste dapprima un lungo camicione blu, che diventa poi giallo.

Hogan’s Alley, Richard Felton Outcault

Da quel momento arrivano le grandi innovazioni, con i primi testi dentro a cartelli, i primissimi balloon, nonché infine le parole del bambino stesso – Yellow Kid – stampate sulla sua stessa camiciona, e successivamente su dei balloon.

Hogan’s Alley ebbe un grande successo di pubblico, tanto da portare l’editore del New York Journal a rubare Outcault dalle pagine del World, ma non Yellow Kid, che continuò a essere pubblicato su entrambi i giornali fino al 1898, anno in cui il fumetto venne sospeso a causa delle polemiche scatenate dal suo anticonformismo. Da quel momento in poi iniziarono a moltiplicarsi i fumetti, da Happy Hooligan ai Katzenjammer Kids, fino ad arrivare a Gasoline Alley.

La Golden Age dei comics e la modernità

I primi grandi personaggi del mondo del fumetto sono Felix the Cat di Pat Sullivan, creato nel 1917, nonché ovviamente Mickey Mouse di Walt Disney e Ub Iwerks, che nel 1930 esordisce anche su carta stampata dopo essere nato come personaggio per l’animazione. In quegli anni nascono anche Popeye e Betty Boop.

Negli anni successivi l’universo Disney crescerà a dismisura, con Topolino che verrà affiancato da Pippo, da Paperino e compagnia bella. Negli anni Trenta ci sono poi i fumetti d’avventura di Tarzan, di Dick Tracy, di Flash Gordon, Mandrake e sì, anche Superman, a partire dal 1938.

All’epoca, di norma, i fumetti trovano posto specialmente come supplementi domenicali, ma talvolta anche come strisce quotidiane. Pian piano nascono però anche i primi comic book, delle pubblicazioni indipendenti in formato tascabile.

Nato come strumento di propaganda all’entrata in guerra degli Usa, Capitan America vende già dal primo numero un milione di copie, nel 1941. Ed è proprio con la pubblicazione di Capitan America, e talvolta ancor prima con quella di Superman nel ’38, che si data l’inizio della Golden Age del fumetto, con il proliferare di fumetti sui supereroi. Tra il ’39 e il ’41 troviamo infatti la nascita di Batman, di Flash, di Lanterna Verde, di Wonder Woman, della Torcia Umana e via dicendo.

Charles M. Schulz iniziò a pubblicare Peanuts nel 1950, mentre negli anni Sessanta arrivarono i comic book dei Fantastici Quattro, di Hulk, di Spider-Man e di tanti altri eroi tuttora famosi.

Superman sulla copertina del primo numero di Action Comics, 1938

Breve storia del fumetto, in Italia

E in Italia? Beh, di certo i fumetti italiani non sono famosi a livello internazionale quanto quelli statunitensi, né quelli giapponesi. Ma l’industria del fumetto italiana è ed è stata molto forte: basti pensare che Tex è tra i fumetti più venduti al mondo. Ma dove nasce il fumetto italiano?

I primissimi fumetti trovano posto sul famoso supplemento del Corriere della Sera del passato, ovvero sul Corriere dei Piccoli, a partire dal 1908. Si trattava però di storie senza balloons, che si concludevano in una sola tavola. Arrivarono poi personaggi famosi come lo sfortunatissimo Signor Bonaventura o l’avventuroso Kit Carson, comparso in fumetti per la prima volta nel 1937.

Il boom del fumetto in Italia è però nel secondo dopoguerra, con la pubblicazione delle storie americane tradotte e di nuove storie prodotte in Italia, da Tex Willer a Zagor. Nel 1960 ci sarà l’enorme successo di Diabolik, mentre 7 anni dopo nascerà Corto Maltese. Altre serie fortunate nasceranno poi negli anni Ottanta, con i primi numeri di Martin Mystère e di Dylan Dog.

Articolo scritto da:

Federico è appassionato di scrittura, di arte e di sport. Su MomArte si occupa della realizzazione degli articoli e dei rapporti con gli Artisti con cui collaboriamo!

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