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Chi ha inventato le matite colorate?

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Chi ha inventato le matite colorate? Nella nostra vita quotidiana usiamo tantissimi accessori di cui non conosciamo affatto la storia, come se di fatto fossero sempre esistiti. Ma non è ovviamente così, e questo vale anche per tutti gli accessori che usiamo quando diamo sfogo alla nostra voglia d’arte.

Siamo convinti che il conoscere la storia dei vari accessori che usiamo quotidianamente ci possa aiutare a usarli in modo più ragionato e più efficiente, minimizzando gli sprechi: il fatto di sapere quanti secoli sono stati necessari per perfezionare la creazione della carta, per esempio, ci dovrebbe spingere a usare questo supporto in modo ancora più attento, dando a ogni foglio il valore che merita.

Per questo motivo oggi vedremo insieme chi ha inventato le matite colorate, anche se, come scopriremo tra poco, la risposta a questa domanda non è facile come si potrebbe pensare!

L’invenzione della matita da disegno

Partiamo da un presupposto basilare: le matite colorate devono essere viste come uno sviluppo, anzi, come una variazione delle normali matite da disegno. Ecco, vale allora la pena sottolineare che la matita da disegno è un’invenzione non particolarmente antica, anzi: tanti maestri del passato, come Leonardo Da Vinci, Jan Van Eyck, Michelangelo Buonarroti e Caravaggio, hanno realizzato i loro immortali capolavori senza aver mai visto né sentito nominare la matita da disegno.

Sì, perché la matita da disegno è stata sviluppata dopo. Prima di tutto, è da sottolineare che il materiale cruciale per la matita da disegno, è stato scoperto nel 1565. Di fatto, quasi per caso, quell’anno venne scoperto un enorme giacimento di grafite a Borrowdale, in Inghilterra, materiale che da quel momento, e pian piano, venne utilizzato per “disegnare”. O meglio, dapprima delle schegge di grafite vennero usate dai pastori dei paraggi, a mo’ di carbone, per segnare i capi di bestiame; solo qualche tempo dopo qualcuno ebbe l’idea di avvolgere dei pezzi di grafite in lembi di tessuto per scrivere e disegnare.

Ma la matita da disegno vera e propria come la conosciamo noi doveva ancora nascere. Il primo impulso venne dato da due italiani, Simonio e Lyndiana Bernacotti, che inserirono la grafite in un involucro ovale di ginepro; pochi anni dopo, nel 1762, la fabbrica tedesca Faber avviò la primissima produzione al livello industriale di matite da disegno, inserendo la mina di grafite tra due fogli di legno di cedro.

La storica Faber Castell 9000 prodotta da Faber Castell

La mina fu poi ottimizzata dal Nicolas Jacques Conté, che nel 1795 iniziò a mescolare la grafite con l’argilla per avere una mina più dura, tecnica che venne successivamente perfezionata da Joseph Hardtmuth. Fin qui, va detto, non esisteva ancora nessuna matita colorata: si parlava semplicemente di matita da disegno, a indicare quella con una mina in grafite.

Chi ha inventato le matite colorate?

Dall’esterno, la matita da disegno e quella colorata sono strutturalmente simili. A essere differente è l’interno: se quella da disegno contiene una mina a base di grafite e di argilla, quella colorata contiene invece una mina realizzata con cera o olio, mescolata successivamente con dei pigmenti colorati e con altri leganti e additivi. La composizione e il processo di realizzazione delle matite colorate, sono aspetti molto interessanti, se vuoi saperne di più leggi il nostro articolo.

Le origini delle matite colorate

Nel diciottesimo secolo, quindi, si arriva alla produzione industriale di matite in grafite, mentre non esiste ancora nessuna matita colorata. Cosa esisteva quindi? Ebbene, da secoli esistevano dei pastelli, o meglio, dei prototipi di pastelli a base di cera mescolata con dei pigmenti colorati di origine vegetale, animale o minerale. Abbiamo notizia di questi pastelli già nell’antica Grecia e nell’antica Roma. Niente, però, di più.

In che momento, prendendo spunto dalla matita in grafite con il suo bell’involucro di legno, è stata inventata la matita colorata? Ebbene, non sappiamo quale è stato l’anno preciso. Sappiamo però che nel diciannovesimo secolo delle matite colorate, o meglio, degli involucri di legno con all’interno delle mine colorate, venivano usate nel mondo dell’industria per marcare e segnalare diversi oggetti: allo stesso modo, più tardi, i pennarelli vennero creati prima a scopi industriali, e solo poi a fini artistici.

Sappiamo però anche che Johann Sebastian Staedtler, nel 1834, l’anno prima di fondare la famosa azienda che porta il suo nome, inventò dei pastelli colorati a olio che potevano essere affilati e appuntiti con un temperino come una matita colorata: si trattava, di fatto, dell’anello di congiunzione tra i vecchi pastelli di cera e le future matite colorata. Il pastello all’olio di Staedtler, infatti, era protetto da un involucro di legno, che permetteva quindi di usare il pastello senza sporcarsi le mani, senza sporcare la carta, e con un rischio minore di rompere il pastello.

Le matite colorate oggi

Per vedere le prime vere e proprie matite colorate prodotte a livello industriale, però, si dovrà aspettare circa 70 anni.
Nel 1908 Faber-Castell creo la prima versione delle celebri matite colorate Polychromos. La serie era composta inizialmente da 60 colori.
Qualche anno dopo, nel 1924, vennero create anche le prime matite colorate di Caran d’Ache. Negli anni successivi avvieranno la produzione di matite colorate per uso artistico anche tanti altri brand famosi ancora oggi, come per esempio Berol Prismacolor (1938), Derwent e Lyra.

Non sappiamo, quindi, chi ha inventato le matite colorate: sappiamo però che un impulso fondamentale è arrivato dal perfezionamento della matita da disegno, che una spinta decisiva è stata data da Johann Sebastian Staedtler, e che Faber-Castell e da Caran d’Ache hanno per prime raccolto i risultati di questa lunghissima ricerca per presentare sul mercato delle matite colorate come le conosciamo oggi.

Le varie tipologie di matite colorate

Oggi esistono varie tipologie di matite colorate: le differenze, come si può immaginare, risiedono soprattutto a livello della mina.

Trascurando le matite colorate più drasticamente economiche, che non sono realizzate a fini artistici, possiamo dividere le matite colorate in due grandi gruppi: da una parte ci sono le matite colorate Student grade, per studenti e principianti, con pigmenti di qualità media e gamme solitamente non troppo ampie, composte da 24 o 36 colori; dall’altra ci sono le Artiste grade, quelle cioè pensate per gli artisti esperti, con un costo leggermente superiore. All’aumentare del prezzo, però, aumenta anche la qualità dei pigmenti, l’ampiezza delle gamme (non di rado sopra ai 50 o ai 60 colori) nonché la durabilità della matita, la sua resistenza all’acqua e alla luce.

Non bisogna dimenticare che, all’interno del vasto mondo delle matite colorate, è possibile trovare accessori davvero unici, come le matite acquerellabili e le matite pastello.

Le matite acquerellabili

Le matite acquerellabili sono matite colorate a tutti gli effetti, ma presentano diverse peculiarità interessanti. Le caratteristiche principali risiedono all’interno della mina, essa infatti è generalmente contraddistinta da cere idrosolubili, che consente a queste matite di essere utilizzate con l’acqua.

Le matite acquerellabili rappresentano un ottimo ed efficace punto d’incontro tra classiche matite colorate e gli acquerelli, se sei interessato a queste fantastiche matite ti consiglio di leggere la nostra guida!

Le matite pastello

Le matite pastello sono riconosciute dagli artisti come il punto d’incontro tra il mondo dei pastelli e quello delle matite colorate. Esse, all’interno dell’involucro in legno, contengono una mina che per composizione e proprietà richiama la struttura del pastello.

Anche in questo caso, ti consigliamo di dare uno sguardo al nostro articolo, siamo sicuri potrai trovare maggiori informazioni riguardo queste fantastiche matite colorate.

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Articolo scritto da:

Federico è appassionato di scrittura, di arte e di sport. Su MomArte si occupa della realizzazione degli articoli e dei rapporti con gli Artisti con cui collaboriamo!

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