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La storia dei pennelli

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Da quanto tempo usiamo i pennelli per dipingere? Qual è stata l’evoluzione che ha portato a questo strumento come lo conosciamo oggi, un accessorio che praticamente chiunque ha tenuto in mano almeno una volta nella vita? La storia dei pennelli, per arrivare agli accessori che utilizziamo quotidianamente, è stata lunga e complessa, ricca di evoluzioni, di tentativi e di scoperte.

Certo, oggi per acquistare un pennello per dipingere, di qualsiasi forma e materiale, basta connettersi al nostro e-commerce di prodotti per l’arte e, con un paio di click, portarsi a casa i migliori pennelli, dei produttori più quotati.

Un tempo, beh, un tempo non era per nulla così facile, e scopriremo presto il perché. Oggi percorreremo infatti la storia dei pennelli, dalla preistoria fino all’epoca industriale, per arrivare infine a descrivere come vengono realizzati oggi i pennelli.

Buona lettura!

L’evoluzione storica dei pennelli: dalle origini fino ad oggi

Quando sono nati i pennelli? Ecco, questa è la prima domanda che solitamente viene in mente di fare quando si parla della storia dei pennelli per dipingere. La risposta, però, non è facile come si potrebbe pensare. Questo perché la storia dei pennelli inizia molto, molto addietro, così da rendere oltremodo difficoltosa l’individuazione di prove certe sull’inizio di questo lungo percorso.

Le origini

Che cosa sappiamo? Sappiamo che l’essere umano ha iniziato a disegnare decine di migliaia di anni fa. Una recente scoperta ha portato alla luce quelle che, oggi, sono indicate come le prime pitture rupestri della storia, in Spagna, nelle grotte della Cantabria. Qui si contano centinaia di disegni di animali. A sconvolgere i ricercatori è la datazione di questi disegni: a quanto pare sono stati fatti 64mila anni fa, ovvero 20mila anni prima della comparsa dell’Homo Sapiens. Quelle, insomma, sono pitture fatte dai Neanderthal, molto più vecchie delle più famose pitture rupestri di Altamira, che risalgono “appena” a circa 15mila anni prima di Cristo.

Che cosa usavano i Neanderthal, e dopo di loro i primi Homo Sapiens per effettuare questi primi disegni? Non certo pennelli, per lo meno, non all’inizio. No, venivano usati minerali duri per incidere la roccia, nonché bastoncini bruciacchiati, terre colorate, le dita delle mani e dei pezzi di ossa.

I primi antenati dei pennelli che incontriamo nell’antichità sono stati realizzati con piume e peli di animali, legati in cima a dei rami o incastrati all’interno delle ossa cave di qualche animale. È da quegli esempi antichi che, nei millenni successivi, ci si avvicinerà pian piano a qualcosa di più simile al pennello come lo conosciamo oggi.

Gli Egizi, per esempio, usavano dei pennelli realizzati con del papiro sfibrato. Anche in Cina, nel settimo millennio avanti Cristo, si usavano dei pennelli con lunghi peli di animali, particolarmente utili per la scrittura (i primi esempi di scrittura cinese sono dei simboli trovati su dei gusci di tartaruga risalenti al 6.500 a.C.).

Il Medioevo e l’epoca industriale

L’evoluzione dei pennelli continuò anche durante il Medioevo, per arrivare nel Rinascimento con dei pennelli fatti sempre con peli di animali e con penne, ma di fattura nettamente superiore: i peli modellati per avere una cima a punta simile a quella moderna, erano legati in cima a un bastoncino di legno finemente levigato, o in cima a piume o aculei.

A realizzare gli strumenti per la pittura erano del resto gli stessi artisti, i quali oltre a preparare gli accessori per dipingere preparavano in autonomia anche i colori, acquistando pigmenti provenienti da tutte le parti del mondo. Il limite era uno solo: i pennelli dell’epoca potevano essere solamente a sezione tonda, non potendo legare in modo stabile i peli a un supporto con rettangolare. All’epoca, di fatto, non erano quindi immaginabili dei pennelli a sezione piatta come quelli che conosciamo oggi.

Il vero passo in avanti nella storia dei pennelli avvenne in epoca industriale, e quindi pochi secoli fa: venne introdotta infatti la ghiera metallica, a rendere i pennelli più resistenti e più pratici. Ma non è tutto qui. Grazie a questo elemento in metallo, facilmente deformabile (vedremo dopo come) fu finalmente possibile produrre anche dei pennelli piatti, che furono apprezzati in modo particolare dagli Impressionisti.

Il pennello attuale, con manico in legno, ghiera metallica e sezione mutevole, è quindi un oggetto essenzialmente moderno. Ma come vengono prodotti i pennelli al giorno d’oggi?

Come vengono prodotti i pennelli oggi?

Il modo moderno di produrre i pennelli è stato strutturato a partire dalle tecniche messe a punto dagli artigiani europei del Settecento e dell’Ottocento: tra i più famosi vengono per esempio citati gli artigiani di Bechhofen, in Germania.

Ma come vengono fatti effettivamente i pennelli oggi? I migliori pennelli vengono realizzati ancora oggi in buona parte a mano. Dopo aver selezionato, pulito e tagliato i peli o le setole che verranno utilizzati per creare il pennello, si preleva una giusta quantità di questi, creando un cilindretto che viene legato e quindi tagliato all’altezza ricercata. Il cilindro così ottenuto viene poi accolto in un ghiera di metallo – agevolando l’inserimento con un imbuto fatto con un sottile fogli di alluminio.

A questo punto, dopo aver intinto il cilindretto in una soluzione di acqua e amido e aver modellato la punta del futuro pennello – per mantenere costante la forma del pennello nel tempo, si mette il tutto ad asciugare. Dopo una notte di riposo, la parte superiore è pronta per essere fissata al manico in legno, che nel frattempo è stato verniciato per immersione nel colore desiderato – tendenzialmente il nero o il marrone scuro, anche se non mancano dei pennelli con il manico del colore naturale del legno.

La ghiera contenente le setole o i peli viene quindi posizionata in cima al manico di legno – la cui estremità è stata immersa nella colla – per poi venire pressata e quindi posizionata in modo stabile in cima al pennello. É in quest’ultima fase che vengono create le tipiche “linee” incassate che bloccano la ghiera, premendola sul manico in legno.

Esempio di strozzatura per un pennello, Borciani e Bonazzi

Il pelo del pennello: le varie tipologie

Ci sono diversi fattori che definiscono la natura di un pennello, a partire dal tipo di materiale che viene usato per realizzare la sua punta. Possiamo dividere in questo senso i pennelli in tre grandi categorie.

I pennelli in setola

Ci sono prima di tutto i pennelli in setola, prodotti utilizzando le setole del maiale. Si parla in questo caso di pennelli robusti e rigidi, che possono essere utilizzati per dipingere con colori a olio, con i colori acrilici e con i colori a tempera. Per via dello spessore importante delle setole, sono indicati soprattutto nei casi in cui si ha il desiderio di lasciar trasparire la pennellata.

La Serie 310 Tintoretto si caratterizza per un filato in setola bianca

I pennelli in pelo naturale

Ci sono poi i pennelli in pelo naturale, che possono essere realizzati di volta in volta con il pelo di bue, con il pelo di martora, con il pelo di capra e con il pelo di vaio. Questi ultimi sono lucidi ed elastici, e danno il loro meglio per la pittura ad acquerello e per la decorazione delle ceramiche. Il pelo di capra, a sua volta, trova impiego nel campo della pittura della ceramica e della porcellana.

I pennelli in pelo naturale più pregiati sono senza dubbio quelli in pelo di martora, animale la cui coda presenta un pelo particolarmente morbido: a spiccare per morbidezza sono i pregiati pennelli in martora Kolinsky, ovvero della mustela siberiana; risultano leggermente meno costosi, ma sempre di ottimo livello, i pennelli con pelo di martora rossa.

La Serie 7 di Winsor&Newton presenta un filato in Martora Kolinsky.

Infine, tra i pennelli in pelo naturale più diffusi, troviamo quelli in pelo di bue, che uniscono flessibilità, resistenza e robustezza, e in quanto tali vengono usati sia per la pittura a olio che in generale per la pittura a corpo.

I pennelli in pelo sintetico

L’ultima categoria di pennelli, la più recente, è quella con pelo sintetico; fino a non molto tempo fa questi pennelli risultavano decisamente meno performanti dei colleghi in pelo naturale. Negli ultimi anni, però, sono stati fatti grandi progressi nella produzione delle fibre sintetiche, così da avere dei pennelli sintetici del tutto soddisfacenti, che non sfigurano affatto di fronte alle altre tipologie, più tradizionali.

La gamma Neptune di Princeton è caratterizzata esclusivamente da filato sintetico.

I pennelli classificati per forma e tipo e le loro parti

I pennelli non variano unicamente in base al tipo di materiale usato. Anche la loro forma è da tenere in considerazione per scegliere il pennello più adatto. Il classico pennello a sezione tonda è pensato per esempio per dipingere dei dettagli, soprattutto nel caso di punte fini o extra-fini.

I pennelli a punta piatta, che come abbiamo visto sono più recenti dei modelli tondi, sono utilizzati soprattutto per creare ampie aree di colore, e quindi per dipingere per esempio degli sfondi. Va peraltro detto però che il pennello piatto, se usato di taglio, può essere impiegato per tracciare linee sottili e persino per dipingere dei dettagli, rivelandosi quindi molto versatile.

Ci sono poi i pennelli a ventaglio, da preferire nel caso delle velature, e i pennelli a lingua di gatto, simili a quelli piatti, ma con gli angoli tondeggianti. Altre varianti a cui pensare al momento della scelta sono poi la lunghezza e la forma del manico: per avere qualche informazione in più in tal senso è possibile consultare il nostro glossario dedicato ai pennelli per la pittura artistica.

La produzione dei pennelli in Italia

Conoscendo la storia artistica del nostro Paese, non stupisce il fatto di trovare importanti produttori di pennelli che ancora oggi eccellono a livello internazionale. Tra i marchi più rinomati ci sono indubbiamente Borciani e Bonazzi, un’azienda fondata nel 1951 dai fratelli Wilma ed Arturo Bonazzi, e Tintoretto, azienda toscana produttrice di pennelli di altissima qualità.

I pennelli cremonesi Borciani e Bonazzi

Una curiosità: il brand si chiama in questo modo per via del marito di Wilma, il signor Borciani, che partecipò all’avvio di questa avventura. Venuto però a mancare prematuramente, lasciò l’intera conduzione della produzione a Wilma, mentre il fratello Arturo si occupava prevalentemente della vendita. Se desideri scoprire di più riguardo la storia di questo brand, ti consigliamo di dare uno sguardo all’articolo del nostro Blog!

Il tocco femminile resta ancora oggi centrale nella realizzazione dei pennelli Borciani e Bonazzi, così come abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi noi di Momarte in occasione di una visita nel loro meraviglioso pennellificio, dove abbiamo potuto scoprire passo dopo passo come vengono realizzati i pennelli Borciani e Bonazzi. Chi sceglie i pennelli di questo marchio ha la certezza di trovarsi tra le mani degli accessori prodotti artigianalmente, a partire dalla scelta delle migliori materie prime.

Un prodotto che rispecchia alla perfezione l’innovazione e la qualità di cui abbiamo accennato, è il Pennello Unico Infinito Serie 850. Il nome di questo pennello deriva dall’elevata capacità che il pennello ha di trattenere acqua e colore, caratteristica che consente all’artista di non stancare troppo la mano e di non dover provvedere alla ricarica del colore in continuazione. L’Unico Infinito, grazie al filato sintetico HIDRO e al manico ergonomico bilanciato, è in grado di regalare all’artista un’esperienza di pittura unica.

I pennelli aretini Tintoretto

Altra azienda italiana che produce pennelli di grande qualità è la toscana Tintoretto, nata ad Arezzo nel 1999, poggiando sull’esperienza ventennale del fondatore nel settore. Il nome del brand è ovviamente da ricondurre al famoso pittore veneziano, nome che venne scelto per acclamazione dal figlio e dalla moglie del fondatore: le alternative, ci hanno confidato, erano Botticelli e Caravaggio.

Conciliando tradizione artigianale e automazione meccanica, negli ultimi anni l’azienda si è impegnata in modo particolare nell’evoluzione dei pennelli in fibra sintetica, per imitare sempre meglio e più da vicino le proprietà dei peli naturali, puntando ad abbandonare del tutto in un prossimo futuro l’utilizzo di peli di origine animale.

Un esempio di questa ricerca è sicuramente il Pennello Aquasynt 1415, realizzata in collaborazione con l’artista Felice Feltracco. Questo pennello offre una portanza del colore ampia, consentendo una pennellata fluida e continua, è perfetto quindi per campiture e sfondi! Il filato è sintetico, 100% cruelty free e il manico viene interamente verniciato a buratto, risultando waterproof.

I pennelli Da Vinci: storia e focus su aneddoti

Come si è detto più sopra, la Germania è stata la patria di alcuni dei più grandi artigiani produttori di pennelli. E la tradizione continua anche oggi, con il know-how tedesco portato avanti da aziende conosciute in tutto il mondo. Tra queste vi è senz’altro l’azienda Da Vinci, marchio registrato nel 1952, specializzata nella produzione di pennelli di belle arti di alta fascia: questo era del resto l’unico modo per emergere in mezzo alle numerose manifatture di pennelli che erano nate a Norimberga fin dal secolo precedente.

La qualità dei pennelli Da Vinci è particolarmente elevata, sodisfando anche i desideri degli artisti più esigenti. A rispecchiare questa caratteristica abbiamo la linea di pennelli Casaneo, realizzati con filato sintetico e ideali per l’acquerello. La punta è particolarmente elastica e resistente e assorbe un’ottima quantità di colore. Il manico è verniciato di nero, caratteristica che offre ai pennelli della linea eleganza e semplicità.

Nel nostro e-commerce è possibile trovare una ricca selezione dei migliori pennelli Da Vinci, eleganti e sinuosi, tra i quali è impossibile non notare gli stupendi pennelli della serie Maestro, da viaggio.

I pennelli di Winsor & Newton

Continuiamo la breve carrellata dei produttori del nostro articolo dedicato alla storia dei pennelli con l’azienda inglese Winsor&Newton. Ci spostiamo quindi a Londra, lì dove nel 1832 Henry Newton e William Winsor decisero di dare vita a un’azienda al servizio delle belle arti. E la loro fu una storia di successo fin da subito: già nel 1841 la regina Vittoria nominò i due soci come i produttori ufficiali di colori per uso artistico della casa reale. Ancora oggi, va sottolineato, l’azienda è il fornitore ufficiale dell’erede della Casa Reale britannica, e regna incontrastata nel mercato di casa come peraltro in quello degli Stati Uniti.

Una storia del tutto particolare è quella che sta dietro alla famosa serie 7 di pennelli Winsor & Newton. La leggenda vuole che, nel 1866, la regina Vittoria si rivolgesse ai due produttori per richiedere la realizzazione del migliore dei pennelli per acquerello, e di farlo nella misura da lei preferita, ovvero la numero 7. Fu a partire da quella regale richiesta che Winsor&Newton avviò la produzione della serie 7 Kolinsky Watercolour Brush.

Oggi, dopo oltre 150 anni, questa serie viene ancora riconosciuta come la più pregiata per la pittura ad acquerello. Il pelo utilizzato è al 100% Martora Kolinsky, lavorato in modo da avere una pennello con un’eccezionale capacità di trattenere il colore, per poter stendere lunghe e fluide pennellate, con un’elasticità per molti versi impareggiabile.

Di certo la qualità dei pennelli Winsor&Newton ha un costo; noi di Momarte sappiamo però molto bene che molti appassionati acquerellisti conoscono il valore di questi magnifici strumenti, e sanno perfettamente che questo valore si riflette sia sulla qualità del lavoro, sia sulla qualità del risultato finale.

I pennelli statunitensi Princeton

Chiudiamo l’elenco dei migliori produttori di pennelli per Belle Arti con Princeton, azienda statunitense fondata 25 anni fa a Princeton da Howard Kaufman. Da sempre si è posta come obiettivo quello di creare pennelli di qualità in grado di soddisfare esigenze e desideri di tutti gli artisti, sia professionisti che amatoriali.

A rispecchiare le caratteristiche dell’azienda c’è sicuramente la linea di pennelli Neptune . I pennelli appartenenti a questa gamma sono tutti caratterizzati da un filato sintetico, che va ad imitare il pelo naturale di scoiattolo, e sono perfetti per l’acquerello. Sono estremamente morbidi e in grado di trattenere un’elevata quantità di colore e acqua.

Siamo giunti alla fine di questo lungo articolo dedicato alla storia dei pennelli, alla loro fattura e alle diverse tipologie. Non ti resta che cercare nel nostro store il pennello più adatto a te!

Articolo scritto da:

Federico è appassionato di scrittura, di arte e di sport. Su MomArte si occupa della realizzazione degli articoli e dei rapporti con gli Artisti con cui collaboriamo!

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